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Un ritorno al passato, un ricordo musical- nostalgico. Siamo nell’autunno del 1973, Cochi Ponzoni e Renato Pozzetto (al secolo Cochi e Renato) pubblicano una canzone che lascia un segno indelebile nel panorama musicale italiano.
Scritta con l’amico, il geniale e pungente Enzo Jannacci, “Canzone intelligente” diventa immediatamente un tormentone, anche se spesso è ricordata più per l’apparenza comica che per l’effettiva arguzia del testo.
D’altro canto Cochi e Renato sono famosissimi cabarettisti, le loro gag, spesso surreali e fuori dal tempo, scavano nella vita dell’italiano medio, mettendo a nudo i piccoli vizi, le debolezze e le abitudini quotidiane.
Inserita all’interno dell’album “Il poeta e il contadino” questa canzone racconta il momento musicale dell’epoca (e dopo più di quarant’anni le cose non sono cambiate, anzi) esemplare è la frase “…la casa discografica adiacente veste il cantante come un deficiente e lo lancia sul mercato sottostante” evidenziando la scarsa, se non nulla, serietà del settore, case discografiche improvvisate che agghindano il primo pseudo- cantante di passaggio, come un imbecille e lo buttano nella mischia lasciando che poi se la veda da solo se, come spesso succede, tutto dovesse svanire.
La satira pungente del trio, Jannacci- Ponzoni-Pozzetto, ci “canta” di una necessaria iniezione di intelligenza nel panorama musicale di allora, e lo fa evitando toni drammatici, anzi, con una comicità che forse in quegli anni non era capita fino in fondo si prende gioco di un sistema che con il tempo non ha imparato gran che.
Il brano viene inserito in due diverse raccolte, nel 2000 esce “Le canzoni intelligenti” , un rilancio del duo milanese famosissimo anche per canzoni come “E la vita la vita”, “La gallina”, “L’inquilino” e la personalissima e spettacolare versione di “Come porti i capelli bella bionda”.
Altra raccolta e altro successo nel 2007 con l’album “Fin che c’è la salute”.
Per chi
vuole tornare indietro nel tempo propongo il brano musicale. Buon ascolto.
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Seconda versione 1880: olio su tavola, 74x122 cm. Mertopolitan Museum di New York |
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Terza versione 1883: olio su tavola, 80x150 cm. Alte Nationalgallerie di Berlino |
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Quarta versione 1984 (fotografia in bianco e nero, l'opera originale è andata perduta) olio su rame, 81x151 cm. |
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Quinta versione 1886 olio su tavola, 80x150 cm. Museum der bildenden Künste di Lipsia. |