mercoledì 26 gennaio 2022

La memoria, il tesoro nascosto (sempre meno ricercato)

Siamo a Berlino, più precisamente al Museo Ebraico, l’architetto Daniel Libeskind, che ha progettato l’edificio ha voluto inserire quelli che conosciamo come gli “Spazi vuoti della memoria” dove il significato si fa ampio, dove racconta le molte sfaccettature dell’integrazione mai accettata degli ebrei in Germania in particolare e nel mondo in generale.


Questi spazi vuoti simboleggiano l’assenza della cultura ebraica nella società tedesca, un vuoto che si fa inquietante e assordante alla luce di ciò che è successo.

In uno di questi vuoti , l’unico in cui si possa entrare, prende vita Shalechet, l’opera di Menashe Kadishman, diecimila dischi in metallo che raffigurano altrettanti volti dalle espressioni diverse.

Camminando in questo angusto e claustrofobico luogo, calpestando i volti metallici, si entra in una dimensione dove è l’angoscia a prevalere, il suono (o frastuono) che si leva diventa quasi insopportabile, al rumore metallico si aggiunge il significato simbolico che attivando le coscienze spesso spinge i visitatori a cercare una via di fuga, ma per raggiungere l’uscita si deve camminare ulteriormente sul pavimento che nel frattempo sostituisce i volti metallici con i volti delle innumerevoli vittime della Shoah ma anche di tutte le guerre che continuano ad esistere.

Premetto che la mia rappresentazione non è basata su una visita personale ma su una ricerca delle reazioni emozionali dei moltissimi visitatori che sono entrati in contatto con l’opera. Da una parte non mi permette di esprimere un punto di vista legato all’esperienza diretta, dall’altra posso vedere l’insieme, cercando, dove possibile, un quadro più ampio e più lucido.

La memoria è un tesoro poco considerato, nel tempo del consumo come status assoluto, il termine “tesoro” porta immediatamente al denaro, alla ricchezza  materiale, tutto ciò che non è tangibile non ha molta considerazione, la memoria dunque non va di moda.

Se tutti fossimo in grado di fermarci ogni tanto a riflettere su quello che è stato avremmo risolto tutti i nostri problemi, non ripetere gli errori e sfruttandoli per innovare vivremmo in un mondo completamente diverso.


7 commenti:

  1. Quest'opera la conosco perchè ne ha parlato Alberto Angela nel suo programma Ulisse proprio a proposito della Giornata della Memoria. E' senz'altro un'opera dal fortissimo impatto e credo che sia perfettamente riuscita. Magari si potesse solo con l'arte e la memoria migliorare questo mondo. L'uomo ha il brutto vizio di non imparare mai dalla storia. Buona serata, Romualdo.

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    1. Ciao Caterina, l'arte è un "viale" che, se percorso, può condurre là dove nemmeno immaginiamo, ma, come dici benissimo tu, non è sufficiente (oltre al fatto che non sono in molti a percorrerla) la memoria lo potrebbe essere ma anche in questo caso la strada non è molto trafficata, sembra che imparare non sia una priorità anzi, temo che non venga nemmeno preso in considerazione.
      Grazie per il tuo preziosissimo pensiero, buona serata.

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  2. Semplicemente applausi Romualdo. Se mi permetti vorrei linkare da me questo tuo post.
    Li, se riesco e l'emozione non mi sopraffà, scriverò anche la mia considerazione sul tuo scritto super. Grazie!!!

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    1. Grazie Pia, addirittura gli applausi, sono commosso.
      Puoi fare ciò che vuoi, ne sono onorato, la tua considerazione lo renderà speciale (ci vediamo da te).
      Un abbraccio, buona serata.

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  3. Sono stata a Berlino e ho visitato il museo Ebraico. Mi ha riportato alle migliaia di scarpe, di spazzole, di ciocche di capelli di Auschwitz. Si respirano angoscia e sofferenza. Impossibile non rimanere turbati.
    Grazie per il bel post dedicato alla Memoria.

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    1. Ciao Mariella, questi luoghi sono la casa dell'anima di chi a casa non c'è più tornato, gli oggetti, apparentemente inanimati, ci parlano, ci raccontano, si confidano con chi ha la sensibilità per cogliere il più lieve sospiro, ci chiedono di raccontare, ci chiedono di tramandare alle generazioni future quelle poche e semplici regole necessarie per continuare a vivere come esseri umani.
      Ti dici, giustamente, che è impossibile non rimanere turbati ma ho l'impressione che il "frastuono" dei volti calpestati si perda nel vuoto, o forse mi sbaglio.
      Grazie a te per il grande lavoro svolto in questa settimana.
      Buona serata.

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    2. Purtroppo non ti sbagli, è così. Grazie a te, buon sabato.

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