mercoledì 7 gennaio 2015

La nascita della natura morta.


Una novità che cambia radicalmente il mercato dell’arte.
Alla fine del rinascimento il pubblico dell’arte si allarga: non sono più solo gli aristocratici e gli alti prelati a commissionare e acquistare opere d'arte, ma anche ricchi borghesi ed esponenti delle classi emergenti e delle potenze commerciali.

Caravaggio, Canestra di frutta.
L’arte si apre a nuovi soggetti; la riproduzione di oggetti inanimati diventa il centro dell’opera svincolandosi dalla presenza di figure umane, e assume piena dignità grazie a nuovi specialisti del genere fino a conquistare le vette del mercato.

Cambia la gerarchia di genere che vede il nudo virile e la pittura di “storie” al vertice della scala della pittura.

Fondamentale Caravaggio che afferma “è altrettanto difficile comporre un quadro buono di fiori come di figure umane” e ne è esempio forse insuperato nella “Canestra di frutta” conservato a Milano.

La natura morta (nel mondo tedesco chiamata più poeticamente “vita silenziosa”) ottiene uno sviluppo immediato in tutta Europa ed in particolare nelle nazioni centro-settentrionali.




Grande autore di nature morte è Jan Bruegel, capace di riprodurre ed impaginare grandi mazzi di fiori spesso accompagnati da altre piccole curiosità come delle monete ritratte in “Piccolo mazzo di fiori”. Bruegel sottolinea la notevole fatica nel dipingere questi quadri, il pittore dipinge dal vivo e per questo deve attendere la fioritura a volte anche a mesi di distanza.
Grazie ai buoni rapporti con l’arciduchessa reggente dei Paesi bassi, riesce ad avere accesso alle serre reali in cui si coltivano fiori rarissimi tra cui i primi esemplari di tulipani in Europa.






L’impressionante lucidità della visione e la perfetta riproduzione della realtà rendono affascinanti e anche un po’ inquietanti le bellissime tele di Luis Eugenio Melèndes (qui vediamo “Natura morta con scatola di dolci, ciambella di pane e altri oggetti”).







Nelle opere di Georg Flegel, si nota un senso di ordine e di armonia, come nel caso di questo “Natura morta con dessert” è evidente il piacere per l’oggetto riprodotto con cura.



Louise Moillon (Cesto con pesche e uva) sensibile pittrice francese, cerca di restituire  l’effetto di un realismo tattile sulle superfici: la buccia vellutata delle pesche è un autentico virtuosismo.



 
 
Evaristo Baschenis, sacerdote bergamasco, si specializza nelle composizioni con strumenti musicali, resi con un incredibile realismo, dando al tutto un tocco di malinconia e nostalgia per il suono perduto.
 

10 commenti:

  1. Ciao Romualdo,
    la definizione tedesca rispecchia più fedelmente la realtà di queste meravigliose pitture, dove l'artista coglie momenti di vita nella loro realtà, arricchiti dalla poesia e dalla creatività , un genere affascinante, che fa vivere il quotidiano in una dimensione semplice e nobile ad un tempo.
    Saluti e auguri per l'anno appena cominciato
    Fata C

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    1. Ciao Fata Confetto, davvero bella la definizione "Vita silenziosa", il resto lo hai descritto perfettamente tu, fascino e poesia nel quotidiano.
      Grazie e tanti auguri anche a te per il nuovo anno.

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  2. Bellissimi questi dipinti della natura morta.
    Buona serata cara Romualdo, e a presto rileggerti.
    Tomaso

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    1. Ciao Tomaso, un genere fantastico spesso sottovalutato, ti ringrazio per le belle parole.
      Buona serata a te, a presto.

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  3. Alcuni dipinti sembrano fotografie. Ho sempre amato le nature morte, hanno un fascino particolarissimo.

    Moz-

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    1. Ciao Moz, raffigurare gli oggetti comuni, la quotidianità, spesso appare banale ma le nature morte mettono alla prova qualsiasi artista e non tutti riescono a "creare" opere di estremo livello, di eccellente realismo, come dici appunto tu sembrano autentiche fotografie.
      Buona giornata.

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  4. Da paura Romualdo mio, tanto spesso questi nostri pittori sono precisi nell'immortalare sulla tela la vita silenziosa...Le tonalità di Bruegel si vedono già dalla sua luce in distanza ed ho potute ammirarle in Olanda nel corso del mio anno di vita in questo paese.
    Caravaggio è un marchio di fabbrica..si riconosce subito e la sua anima il suo vigore spunta in ogni sua creatura. Meno conosciuti per me gli altri,ma altrettanto bravi..
    Come sempre grazie e buona serata.
    Un bacio!

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    1. Ciao Nella, descrizione perfetta, Caravaggio il maestro ma gli “allievi” si sono dimostrati all’altezza rendendo favolose scene che si possono vedere tutti i giorni nelle nostre case.
      Bruegel da un’impronta indelebile ai suoi lavori, mentre Louise Moillon riesce ad esprimere un realismo assoluto, ma questi sono solo i primi autori di un genere che con il passare del tempo ci ha mostrato autentici capolavori.
      Grazie Nella, un abbraccio e buona serata.

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  5. Ammirevoli! Perché inquietante, anche se è vero, il quadro di Melendès? Forse perché il buio dietro la luce nasconde un mistero, e il terrore che suscita?
    E quelle pesche! Davvero vellutate. Viene voglia di prenderne una.

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    1. Ciao Ambra, Melèndes dipinge le sue nature morte lasciando in ombra, spesso nel buio totale, l'ambiente che circonda i "protagonisti" delle sue opere, da qui il mistero e un po d'inquietudine.
      Sono d'accordo con te le pesche di Moillon sono assolutamente favolose.
      Buona giornata, a presto.

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