lunedì 15 giugno 2015

San Francesco, la luce e gli uccelli, Stanley Spencer.


Autore: Stanley Spencer

Titolo dell’opera: San Francesco predica agli uccelli– 1935

Tecnica: Olio su tela

Dimensioni: 71 cm x 61 cm

Ubicazione attuale: Tate Gallery, Londra.






L’immagine innaturalmente grande e fortemente naïf di san Francesco domina il quadro, la grande figura del santo volge la schiena sia all’osservatore che agli altri protagonisti del dipinto.

Francesco spalanca le braccia e, con lo sguardo, si rivolge al cielo con un gesto frenetico ma di grande devozione, le anatre e le galline osservano adoranti la massiccia figura dell’uomo, mentre una donna seduta in terra si ripara gli occhi dalla forte luce solare.

L’immagine volutamente allegorica ci mostra come solo la santità di Francesco e la naturale essenza degli animali, data anche dagli uccelli appollaiati sul tetto, non ha nessun problema a volgere lo sguardo verso una luce “superiore”, mentre le piccole miserie umane ( rappresentate dalla donna che tiene in mano un mazzo di fiori simbolo di vanità) faticano a sostenere lo sguardo verso la purezza della luce.

Solo il bambino davanti a Francesco sembra mantenere la calma, l’animo non ancora corrotto dei bambini, riparato dall’ombra protettrice del santo, fa si che il giovane prosegua la sua “quotidianità” senza evidenti scosse emotive.

Il quadro, pieno di fantasia e di vita, viene respinto dalla Royal Academy, il suo provocatorio umorismo probabilmente offendeva i canoni del buon senso dell’epoca.
Spencer ha spesso dipinto opere di carattere religioso, non come icone distanti e irraggiungibili, ma come vere esperienze di vita quotidiana, vissute in prima persona; così san Francesco non indossa il consueto saio bruno ma una corta tunica di colore verde, infatti a fare da modello al pittore di Cooklam, è il padre in vestaglia e pantofole, altro inconsueto particolare che si stacca dall’ideale del santo d’Assisi che calza solitamente dei sandali.


4 commenti:

  1. Ed è proprio così che dovrebbero essere visti santi e compagnia: non distanti e irraggiungibili! Altrimenti più che ispirati si rischia di sentirsi intimoriti. Qui sembra quasi un gigante goffo ma volonteroso e buono, mi vien voglia di dirgli "dai, calmati, vieni qua e spiegami che ti aiuto a fare quel che stai cercando di fare...".

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Anna, Spencer, come sottolinei tu, cerca di avvicinare l'icona del "santo" che viene solitamente riprodotta in un modo troppo distante dall'uomo comune, invece di raffigurare il personaggio sopra ad ogni cosa, ci racconta ciò che lo stesso era in vita, un comunissimo essere umano con i pregi che lo hanno portato agli altari ma senza nascondere i piccoli difetti.
      Grazie Anna, come sempre originale nei tuoi interventi che confermano il piacere dello scambio di idee riguardo all'arte in generale.
      Buona serata, a presto.

      Elimina
  2. Ho sempre adorato l'originalità di Spencer e lo dimostra anche in questo quadro lievemente naif , caro Romualdo mio...
    Guarda la Royal Academy cosa si è persa..
    Grazie come sempre amico caro...Un bacio serale!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Nella, a volte le scelte delle varie accademie si basano su giudizi legati alla tradizione, allora come oggi, in certi settori, manca il ricambio generazionale, le nuove idee sono limitate da "parrucconi" che non lasciano spazio a chi indirizza lo sguardo al futuro e si rifiutano di guardare oltre la propria ideologia artistica.
      Il tempo riconosce i meriti ma spesso l'artista non vive abbastanza a lungo per godere della meritata fama.
      Grazie a te Nella, un abbraccio, a presto.

      Elimina