giovedì 4 settembre 2014

Giuseppe De Nittis, il pittore delle Parigine.


Autoritratto
Barletta, venticinque febbraio 1846 donna Teresa Emanuela Barracchia, moglie di don Raffaele De Nittis, da alla luce Giuseppe, il quarto figlio.

Prima della nascita di Giuseppe il padre viene arrestato per motivi politici, e appena uscito di prigione, due anni più tardi, si toglie la vita.

Il piccolo De Nittis rimane orfano sin dall’infanzia, cresce con i nonni paterni e inizia il suo apprendistato artistico presso il pittore locale Giovanni Battista Calò. Nel 1861-contro il volere della famiglia si iscrive all’Accademia di Belle Arti di Napoli sotto la guida di Mancinelli e Smargiassi.

L’indole indipendente lo rende insofferente verso qualsiasi tipo di schema, mostra un totale disinteresse alle nozioni ed esercitazioni accademiche, al punto che due anni più tardi viene espulso.

Con altri pittori si da alla composizione all’aria aperta, specializzandosi nella riproduzione di paesaggi, in particolare partenopei e barlettani. Nel 1864 viene notato da Adriano Cecioni e l’anno seguente fonda la Scuola di Resìna, corrente italiana del realismo.

A Firenze, nel 1866 si avvicina ai Macchiaioli e, dopo aver girato l’Italia toccando Napoli, Palermo, Barlette, Roma, Venezia e Torino, si trasferisce nel 1867 a Parigi dove conosce Ernest Meissonier e Jean-Leon Gèrome e sposa nel 1869 la parigina Léontine Lucile Gruvelle, che influenzerà notevolmente le scelte sociali del marito.
Parigi, Cimitero del Père Lachaise

Il 1869 lo vede esporre per la prima volta al Salon, ma la predisposizione ad imitare i colleghi parigini fa infuriare Cecioni, che gli ricorda come il suo talento ha bisogno di esprimersi con dei tratti specifici. De Nittis ritrova immediatamente la propria indipendenza artistica e riscuote grande successo al Salon del 1872 con la tela “Una strada tra Brindisi e Barletta”. Due anni più tardi ottiene ulteriori elogi per “Che freddo”, in cui l'abituale raffinatezza di esecuzione dell'artista pugliese aveva come soggetto le giovani dame parigine, tema che seppe integrare molto bene nella pittura di paesaggio, meritandosi l'appellativo di peintre des Parisiennes (pittore delle Parigine).

Toccò il culmine della sua fama all'esposizione del1884, tenutasi nello studio del fotografo Nadar e comunemente indicata come data di nascita dell’Impressionismo. Quell'anno fu poi a Londra dove dipinse scene della vita della capitale inglese.

L'Esposizione Internazionale parigina, nel 1878, riservò grandi onori per De Nittis: fu insignito della Legion D’onore mentre una sua opera, “Le rovine delle Tuileries”, fu acquistata dal governo per il Museo del Lussemburgo.

Fu assimilabile per certe caratteristiche ai Macchiaioli e agli Impressionisti, ma mantenne sempre un'indipendenza di stile e contenuti.

Morì nel 1884 a Saint-Germain-en-Laye, colpito da un ictus celebrale. E’ sepolto a Parigi nel cimitero di Père- Lachaise.


Appuntamento al bosco di Portici
 
 
Colazione in giardino

Il passaggio degli Appennini


Ora tranquilla

 
Piccadilly
Stradina di Napoli
Una strada da Brindisi a Barletta.
Che freddo
Dall'alto della diligenza
Le rovine delle Tuileries

Signora alla spiaggia

 

18 commenti:

  1. Un grazie per questo tuo bellissimo post, particolareggiato su De Nittis, un pittore che ho avuto modo di apprezzare in altre occasioni perchè in qualche modo legato al periodo dell'impressionismo, mi piace il suo tratto soprattutto in quelle tele in cui ritrae la "dame parigine". Un grazie ancora, buona notte Stefania

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    1. Ciao Stefania, autore meno conosciuto dei grandi dell'impressionismo ma che è riuscito a dare un contributo fondamentale al movimento. "Che freddo" e "Colazione in giardino" sono i miei preferiti, e rispecchiano la versatilità di De Nittis.
      Grazie, a presto.

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  2. Caro Romualdo, ecco cosa mi da a me i blogger, imparo molte cose e apprezzo questi dipinti di un pittore del passato,
    io purtroppo ignoravo la esistenza di questi bellissimi quadri.
    Ciao e buona giornata ringraziandoti.
    Tomaso

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    1. Ciao Tomaso, hai ragione il bello dei blog è la possibilità di conoscere sempre nuove cose, se poi le novità ci danno un'emozione allora la scoperta diventa entusiasmante.
      Buona giornata, a presto.

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  3. Ciao Romualdo,
    bellissimo questo post, avendo modo di apprezzare nuovamente questo pittore, che io amo, amo i suoi tratti, i colori usati, i giochi di luce, meraviglioso!
    Grazie mille :D
    Buona serata
    Antonella

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    1. Ciao Antonella, da artista quale sei hai descritto De Nittis in modo perfetto, senza giri di parole, lieto che ti sia piaciuto.
      Mi fate sempre molti complimenti che vanno girati a chi queste opere le ha create.
      Grazie di cuore a te.
      Buona giornata, a presto.

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  4. Adoro i macchiaioli! Ciao, Arianna

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    1. Ciao Arianna, corrente artistica di grande fascino e decisiva per il futuro della pittura.
      A presto.

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  5. Erano tempi in cui sapevamo esportare cultura, genialità, arte, e che arte!!!

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    1. Ciao Costantino, come è cambiata l'immagine "Italica" nel mondo, riusciremo mai a tornare ai vecchi fasti di un tempo? La speranza è tanta, ci sono grandi artisti che purtroppo non riescono a farsi largo, ma è tutto nelle nostre mani, dobbiamo rifiutare l'immondizia che i media ci propinano e dare spazio a chi crea arte, abbiamo eccellenti fotografi, pittori scrittori e musicisti, crediamoci.
      Buona serata a presto.

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  6. Indubbiamente un grande pittore. E mi piace quel tuo modo rigoroso di esporre vita, fatti, curiosità dell'artista cui hai dedicato un post. L'ho già notato in altri tuoi scritti.

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    1. Ciao Ambra, mi limito ad esporre quello di cui sono a conoscenza concentrandomi sulle informazioni essenziali senza dilungarmi (e annoiare) troppo, molte sono le curiosità su questi grandi artisti, ma credo che alla fine siano le loro opere a parlare. I complimenti, non lo nascondo, fanno sempre piacere e per questo ti ringrazio moltissimo.
      Buona domenica, a presto.

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  7. Sai Romualdo, che pur adorando gli impressionisti( e De Nittis sta un po' a cavallo) non lo conoscevo molto bene e non avevo ammirato a fondo tutte le sue opere.
    Molto interessante e veramente nelle figure femminili, lo trovo adorabile!
    Grazie come sempre di colmare le mie gravi lacune, Romualdo mio..
    Bacio serale!

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    1. Ciao Nella, sempre gentile con me, De Nittis effettivamente non è un'impressionista "puro" (se mi sente qualcuno ad usare questi termini...) e forse è arrivato a parigi passando per altre strade, questo, e il vizio tutto italiano di elevare sempre artisti stranieri, fanno passare Il nostro pittore in secondo piano, mentre i francesi lo hanno riconosciuto immediatamente.
      Se dici che ho colmato una tua lacuna, allora ho pareggiato il conto dopo aver conosciuto DeVille.
      Un abbraccio, a presto.

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  8. Fecero un grosso errore a paragonarlo agli impressionisti. De Nittis è senz'altro "altra cosa" ed io lo ammiro molto proprio per non essersi lasciato trasportare da questa corrente. Hai scelto delle opere bellissime per onorarlo, opere contrastanti per certi versi e opere (quasi un ottocento - Le rovine delle Tuileries -fino ad arrivare quasi ad un conteporaneo - Le stradine di Napoli) Bel post Romualdo...grazie per la splendida visione. ciaoooo - buona domenica

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    1. Ciao Carla, il fatto di aver esposto cinque opere alla prima mosta impressionista del 1874, ha inserito il pittore pugliese tra gli impressionisti, le opere di De Nittis confermano quanto sia difficile catalogare un qualsiasi artista, ogni dipinto e il passare del tempo con i suoi cambiamenti portano chi crea (e tu me lo insegni) ad esplorare tecniche e situazioni sempre diverse. Hai perfettamente ragione quando affermi che De Nittis è altra cosa, e se me lo concedi direi "altre cose".
      Grazie a te per la tua opinione, buona giornata, a presto.

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  9. Quando si elenca impressionisti, si commettono grandi omissioni, e De Nittis è uno di quei casi ... forse perché non era francese lo si dimentica, tuttavia, lui ha dipinto i francesi meglio di molti altri! Grazie per il promemoria! Un abbraccio!

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    1. Ciao Patzy, che siano i francesi a dimenticarlo si può capire (fino ad un certo punto, anzi in Francia ha più estimatori) ma il problema è che l'Italia non ha grande considerazione di molti suoi grandi artisti, del passato ma anche del presente.
      Grazie per la completezza dei tuoi interventi.
      Un abbraccio a te e a presto.

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