giovedì 3 aprile 2014

Una tomba per le lucciole


Hayao Miyazaki  e Isao Takahata
Questa volta voglio parlarvi di un film, una pellicola d’animazione giapponese “Una tomba per le lucciole” trae spunto dall’omonimo racconto semiautobiografico di Akiyuki Nosaka. 
Il regista Isao Takahata, che ne ha curato anche la sceneggiatura, co-fondatore con il più noto Hayao Miyazaki del famoso Studio Ghibli, (Da cui sono usciti grandi film come Arrietty, La città incantata, Il castello errante di Howl e tanti altri),  racconta in modo intenso e straziante le vicende di un ragazzo e di una bambina indifesi nei confronti dell’orrore della guerra.
La piccola Setsuko

Per la crudezza delle immagini il film suscita parecchie polemiche e la poca pubblicità ne limita il grande successo al Giappone, in Italia viene distribuito da un circuito secondario.

E’ la sera del 21 settembre del1945 nell’atrio della stazione ferroviaria di Kobe, un ragazzo muore di stenti fra l’indifferenza dei passanti. Un addetto alle pulizie scorge il cadavere e frugando il povero ragazzo trova una scatola di latta che contiene piccoli frammenti di ossa, non trovandola utile la getta.

Come la scatola tocca l’erba appare il fantasma di una bambina presto raggiunto da quello di un ragazzo. Inizia così il flashback che racconta la loro storia.

Nel giugno del 1945 il giovane Seita si vede costretto a scappare al rifugio antiaereo come tutta la popolazione di Kobe durante un bombardamento, prendendosi cura della sorellina Setsuko. Durante il trambusto si separa dalla madre, fugge senza meta quasi senza rendersi conto di ciò che accade, all’inizio è meravigliato nel vedere gli aerei che sganciano bombe non esplosive ma incendiarie. Quando le case intorno cominciano a bruciare comprende la gravità della situazione.  


Dopo il bombardamento si reca alla scuola alla ricerca della madre. Mentre la sorella viene presa in cura da una conoscente, Seita trova la madre gravemente ustionata, completamente coperta di bende. Il ragazzo vede quindi morire la madre e quando torna dalla sorella si vede costretto a raccontarle una bugia. Da quel momento la piccola Setsuko non fa altro che chiedere della mamma e il fratello ogni volta inventa una scusa per rassicurarla.  

I due si recano in un villaggio vicino e chiedono ospitalità ad una zia, all’inizio l’accoglienza è ottima la zia sembra felice di ospitare i due orfani ma col passare del tempo e la diminuzione del cibo la zia diventa sempre più dura i i fratelli si sentono obbligati a lasciare la casa.
La madre in fin di vita


Seita e Setsuko si trasferiscono in un rifugio abbandonato sulla riva di un lago e per qualche tempo riescono a vivere grazie al riso che comprano con i pochi risparmi rimasti e con le cose recuperate nella vecchia casa ormai distrutta. Il cibo però finisce presto e il giovane non è più in grado di acquistarne altro: i viveri sono razionati e nessuno può più aiutarlo. 

Iniziano così i tempi difficili e Seita è costretto ad allontanarsi dal rifugio per cercare il cibo arrivando a rubarlo ai contadini, che lo malmenano duramente, e a saccheggiare le case degli sfollati durante gli attacchi nemici. In questo tempo Seita assiste al veloce deperire della piccola Setsuko che ormai non ride e non gioca più come una volta, ma passa le giornate a dormire e lamentarsi. Quando Seita la porta dal dottore, questo gli confida che la bambina è denutrita  e l'unica cosa di cui ha bisogno è il cibo, e non medicine.

Seita con la foto del padre
Infine, un giorno, di ritorno dal solito pellegrinaggio in città, Seita scopre mentre va in banca dai cittadini, che l'Impero giapponese si è arreso incondizionatamente e che la flotta è stata affondata, compreso l'incrociatore dove stava il padre. Morto così anche il padre, il ragazzo scappa sofferente comprendendo che lui e sua sorella erano gli unici rimasti della famiglia, senza più una casa dove andare.

Tornando al rifugio, Seita trova la sorella agonizzante nel proprio letto. La piccola è intenta a succhiare delle biglie scambiandole per delle caramelle e chiede al fratello se vuole anche lui delle polpette di riso che sono in realtà fatte di fango. Il ragazzo non può far altro che tentare di nutrirla con dell'anguria, ma ormai è troppo tardi.


 

Così, quando la guerra termina e la vita lentamente ricomincia, Seita è costretto a cremare la sorella da solo e a dirle addio, circondato da centinaia di lucciole danzanti nell'aria. Infine dopo qualche giorno anche Seita, ormai prostrato, nello squallore della stazione  muore.


 
Da allora sono passati molti anni e Kōbe è ora formata da moderni grattacieli, ma la sera sulla collina che sovrasta la città si possono ancora vedere Seita e Setsuko di nuovo insieme, seduti su una panchina circondati dalle lucciole.
 
Un film intenso e struggente che con maestria mette in scena l'assurdità e l'orrore della guerra, evidenziando come è sempre il più debole e innocente a subire la sorte peggiore, un piccolo capolavoro. 
 
 
 " La sera de 21 settembre 1945 io morii..."
                                                                 ( la frase iniziale del film )
 
 
Alcune emozionanti scene del film.



10 commenti:

  1. Sì, un film davvero struggente ed intenso... qualche lacrima è scesa.
    Come sempre nella guerra tra i grandi gli unici a rimetterci sono i piccoli, che senza esperienza e capacità vengono lasciati a se stessi... una tristezza infinita!
    Grazie della segnalazione, l'ho guardato con tanta emozione...
    :-)

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    1. Ciao Sara l'ho visto quasi per caso, mi ha colpito la semplicità con cui si racconta la tragedia dei più indifesi. Un film che mi ha veramente commosso.

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  2. Caro Romualdo, credo che sia difficile trovare le parole di questa immensa tragedia, con di più voluta dall'uomo.
    Buon pomeriggio caro amico.
    Tomaso

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    1. Carissimo Tomaso cosa si può aggiungere all'assurdità della guerra, purtroppo i "potenti" sono interessati solo ai propri interessi.
      Grazie e buona serata.

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  3. Romualdo ma che meraviglia!
    Ho amato immensamente e rivisto più volte due dei film d'animazione che hai citato. Purtroppo non ho visto Arrietty, dovrò rimediare. Grazie, credo proprio che vedrò anche questo se ne avrò la possibilità. Ciao.

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    1. Grazie Pia, mi fa piacere che anche tu apprezzi questi film, Arrietty è veramente piacevole e originale e se hai l'occasione guarda " Una tomba per le lucciole" per quanto conta il mio parere è imperdibile.
      A presto.

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  4. Romualdo grazie tante,
    non conoscevo questo film d'animazione purtroppo,
    mi sono emozionata, commossa, un film che racconta la vita di quella povera gente che ha dovuto subire, l'assurdità della guerra!
    Ancora grazie
    buona giornata.
    Antonella

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  5. Ciao Antonella, bisognerebbe dare più spazio a questi film, mi piace ricordare anche "La principessa Mononoke" sul tema dell'emergenza ambientale ma il mercato e certe lobbies evidentemente hanno altri interessi.
    Grazie e buona giornata, Romualdo

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  6. Romualdo Ciao! Il mio nome Patzy, sono Argentina, e artista digitale. Ho due blog, uno sulla mia arte digitale (http://artedigital-by-patzy.blogspot.com) e un altro sul tuo paese, l'Italia, che io amo come la mia Argentina (http://senderositalianos.blogspot. com), e dove tengo molti amici italiani dei quali, probabilmente, ho preso il tuo link. Mi ha piaciuto il tuo spazio, è molto interessante, apprezzo questo post, perché questo film è tra i miei preferiti. Io ti seguirò! Un saluto.

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    1. Ciao Patzy benvenuta, mi fa piacere il tuo interesse per il blog e il tuo apprezzamento per questo film.
      Verrò sicuramente a trovarti, a presto Romualdo.

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