lunedì 4 maggio 2015

L'"autobiografia" della pittrice del dolore, Frida Kahlo.


Autore:   Frida Kahlo.

Titolo dell’opera:   Ciò che l’acqua mi diede – 1938.

Tecnica:   Olio su tela.

Dimensioni:   96,5 cm x 76 cm.

Ubicazione attuale:   Collezione privata.




Famosa per i suoi innumerevoli autoritratti Frida Kahlo si dedica a questo intenso lavoro, che potremmo definire la sua autobiografia.
Le fantasie e le allucinazioni della pittrice messicana “vivono” con grande emozione, senza freni sulla tela.
La ricostruzione della propria vita emerge in una sorta di racconto “fantasioso” eppure realistico, immagini di morte, sensualità e grande sofferenza si presentano galleggiando sull’acqua.
Kahlo dipinge la scena inquadrando le gambe dal punto di vista di chi sta immerso nella vasca, si nota immediatamente il piede deforme, a mostrarci quanto in profondità nell’animo abbia inciso il grave incidente stradale le cui numerose ferite infransero, quando aveva 15anni, le sue speranze di diventare medico.
Il quadro è sicuramente la sua opera più surrealista, e decisamente la più complessa, costellata da piccoli e, a volte irrazionali, dettagli.
Si notano gli effetti delle traversie interiori che hanno accompagnato la tormentata vita dell’artista, i complessi anni in cui fu l’amante di Lev Trotskij e il turbolento matrimonio con il pittore Diego Rivera.
Non meno rilevanti le difficoltà e le grandi sofferenze fisiche (evidenti nel dipinto in una sorta di paesaggio post-apocalittico dove tutto appare morente) iniziate negli anni quaranta quando Frida comincia a soffrire di problemi spinali e, costretta lungamente a letto, continua a dipingere, spesso tra atroci sofferenze, fino alla morte avvenuta nel 1954 a quarantasette anni.

2 commenti:

  1. Un'altra magnifica artista femminile.
    Pensa che leggo di lei da tanto tempo ed ancora non riesco a comprenderla completamente.
    Bellissimo post Romualdo! Ciao.

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    1. Ciao Pia, Frida ha lasciato molti indizi sulla propria vita, i numerosi autoritratti raccontano le molte sfaccettature di una vita complessa e spesso infelice, credo sia impossibile comprenderla fino in fondo ma ci si può avvicinare molto ai sentimenti della "donna" osservando con intensità l'artista.
      Grazie Pia, buona serata.

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