lunedì 31 agosto 2015

Breve descrizione dei movimenti artistici, il Costruttivismo.


Movimento di matrice astratta, fondato nel 1913 in Russia.

L’idea era quella di spazzare via i dettami tradizionali dell’arte ribadendo il concetto di “imitazione” dell’arte stessa, rappresentando in modo meno realistico le forme e i processi della tecnologia moderna.

Tutto questo è particolarmente vero per la scultura, “costruita” a partire da componenti di carattere industriale.

Nella pittura i principi di questo movimento vengono applicati alle due dimensioni, le forme astratte venivano utilizzate per creare opere la cui ispirazione veniva da macchinari tecnologici.

L’opera astratta appare spesso sospesa nello spazio quasi a sembrare una composizione architettonica. Un esempio è Popova (nell'immagine una sua opera).

Il costruttivismo nasce in Russia nei primi anni della rivoluzione, ma gli ideali del movimento hanno continuato a esercitare la loro influenza nel resto del ventesimo secolo.

Gabo, Lissintzky, Moholy-Nagy, Rodcenko e Tatlin sono alcuni degli artisti che hanno dato un forte contributo allo sviluppo del movimento.

(Alcune nozioni del testo sono tratte da : The art book)

giovedì 27 agosto 2015

Breve descrizione dei movimenti artistici, la Confraternita dei preraffaelliti.


Un gruppo di giovani artisti inglesi costituisce la confraternita nel 1848.

Delusi da quella che definiscono la decadenza della pittura britannica, i preraffaelliti ricercano la spontaneità dell’arte italiana prima di Raffaello, l’esempio sono le opere di Botticelli e Filippo Lippi.

I dipinti dei preraffaelliti rappresentano scene storiche, religiose e soprattutto letterarie, con intenti moralistici sui comportamenti di quel periodo e sui rapporti sociali.

La ricchezza dei dettagli e la capacità di evidenziare i particolari decorativi delle scene ritratte, sono una delle caratteristiche del gruppo.

Tra i più noti sicuramente ci sono Waterhouse (nell'immagine a destra “Marina in the South”) Rossetti, Hunt e Millais (nell'immagine sopra (Ophelia).



(Alcune nozioni del testo sono tratte da : The art book)

lunedì 24 agosto 2015

Monumento al bambino mai nato, Martin Hudáček.






L’opera dello scultore Martin Hudáček, è datata 2011 e si trova a Bardejovska Nova Ves, in Slovacchia.

La scultura non si limita ad esprimere la sofferenza, il rammarico e il pentimento delle madri che hanno deciso di abortire, ma soprattutto il perdono e l’amore del bambino mai nato.

Quando una madre decide di interrompere il percorso che permette ad una nuova creatura di nascere, spesso non è aiutata nella decisione stessa, ricorre a questo passo (delicato e sempre drammaticamente devastante)  perché abbandonata a se stessa: il padre del bambino se ne lava le mani, la famiglia ritiene più importante quello che “dice la gente”, e gli amici, spesso, fanno della “filosofia” sulla pelle degli altri.

Per questo motivo il monumento riguarda un po’ tutti noi che, molte volte, siamo più colpevoli di molte madri che non vedono vie d’uscita.

Il bambino che perdona e consola la madre è l’emblema dell’amore assoluto ed è un atto d’accusa verso i benpensanti che nel momento del bisogno di molte donne hanno fatto finta di niente.


L’idea di realizzare un monumento ai bambini mai nati è stata di un gruppo di donne che fanno parte del gruppo “Movimento di Preghiera delle mamme” che sottolineano: «Siamo consapevoli del valore di ogni vita umana ma vogliamo sottolineare i danni che si infliggono, non solo la perdita irreparabile dei bambini ma il declino inesorabile della salute mentale (spesso anche fisica) di ogni donna che decide, spinta da diverse situazioni, ad abortire suo figlio».


La mia non vuole essere una presa di posizione ne morale, ne tanto meno religiosa, ma l’intensa e poetica opera di Hudáček cerca di risvegliare le coscienze, non delle donne ma di chi si gira dall'altra parte quando dovrebbe prendersi le proprie responsabilità, lasciando le future mamme drammaticamente sole.


sabato 22 agosto 2015

Breve descrizione dei movimenti artistici, Cobra.


Il nome è un acronimo e deriva dalle lettere iniziali delle capitali delle nazioni di provenienza dei membri originari dell’associazione (Copenaghen, Bruxelles e Amsterdam).

Il gruppo nasce nel 1948 e rimane attivo fino al 1951.

I membri fondatori furono i pittori Karel Appel (nell’immagine il suo “People, Birds and Sun”) Costant Niewenhusys e Corneille, con gli scrittori Dotremont e Noiret.

L’intento era di di dare libertà all’espressione dell’inconscio utilizzando spesse e libere pennellate di violenti colori per conferire forza e determinazione alle opere.
Vengono ritratti spesso soggetti derivanti dal folklore popolare e da simboli mistici piuttosto che da forme puramente astratte.


(Alcune nozioni del testo sono tratte da : The art book)

mercoledì 19 agosto 2015

L'uomo che cammina verso se stesso, Alberto Giacometti.




Autore:   Alberto Giacometti


Titolo dell’opera:   L’uomo che cammina  – 1960


Tecnica:  scultura in bronzo

Dimensioni: 183 cm

Ubicazione attuale:  Collezione privata.





Nel febbraio del 2010 da Sotheby’s l’opera viene venduta per l’incredibile cifra di 103 milioni di dollari, l’enorme scalpore che suscitò contribuì ad eleggere Giacometti tra i più grandi scultori del secolo.

Ma lo scultore svizzero deve la sua fama al suo stile personalissimo, decisamente figurativo, che lo isola da quella che è la tendenza artistica del dopoguerra, la passione dei collezionisti per le sue opere raggiunge l’apice nel mese di maggio di quest’anno, da Christie’s l’opera “L’homme au doigt” (nell'immagine sotto a destra) viene battuta per la cifra record di 141.285.000 dollari .

“L’uomo che cammina” suscita differenti emozioni a chi lo osserva, un senso di “estraneità” dall'opera è la prima impressione, poi la strana potenza della scultura si fa largo e trasmette una lieve ma costante inquietudine.

La forma allungata in modo innaturale, trasmette un senso di solitudine, a rimarcare la separazione tra gli individui, mette a nudo la debolezza e fragilità dell’essere umano.

Giacometti non “creava” le sue opere (al contrario della maggior parte degli scultori) partendo da un blocco di materiale da sbozzare, non toglieva il superfluo fino ad arrivare all'essenza del lavoro, agiva al contrario, allo scheletro di metallo aggiungeva materiale fino a quando vedeva materializzarsi davanti a se la completezza dell’opera, per poi passare alla fusione che suggellava il tutto.
La rozza rifinitura delle sue opere e la conseguente sensazione si disagio sono le principali caratteristiche che hanno reso immortale la scultura del originale artista elvetico.


domenica 16 agosto 2015

Breve descrizione dei movimenti artistici, Camden Town Group.


Nello studio di Walter Sickert ( nell’immagine un suo dipinto: “Il circo”) a Londra un gruppo di pittori inglesi si incontrano, comprendono di avere gli stessi interessi e ideali artistici e decidono, nel 1919, di fondare il “Camden Town Group”.

I soggetti sono tratti dalla vita quotidiana della classe lavoratrice, venivano realizzati ed interpretati con grande intensità di colori e con l’utilizzo di forme incisive, forte è l’influenza di artisti come Vincent van Gogh e Paul Gauguin.

Un paio di anni dopo il gruppo si fonde con altri movimenti come quello vorticista e prende il nome di “London group”.

Al momento della creazione del gruppo si decide che i membri devono essere 16 e tutti uomini, infatti alla morte di Maxwell Gordon fu convocato Duncant Grandt che accettò dopo che non era riuscito a farne parte per via del numero chiuso.

I membri erano: Bayes, Bevan, Drummond, Gilmar, Ginner, Gore, Grant, Innes, John, Lamb, Lewis, Gordon, Manson, Lucien Pissarro, Ratcliffe, John Doman Turner e lo stesso Sickert (che da una curiosa indagine postuma di Patricia Cornwell risulterebbe il responsabile dei crimini di Jack lo squartatore).

Il divieto alle donne di far parte del movimento non impedisce ad artiste femminili di gravitare attorno ad esso, infatti pittrici come Sands, Hope Hudson e Gosse fanno parte a tutti gli effetti a questa corrente.



(Alcune nozioni del testo sono tratte da : The art book)
 

mercoledì 12 agosto 2015

Breve descrizione dei movimenti artistici, Bauhaus.


Nel 1919 a Weimar l’architetto Walter Gropius ( nella foto: le Officine Fagus, progettate dallo stesso Gropius e da Adolf Meyer e ora patrimonio dell’umanità) fonda l’istituto d’arte e mestieri Bauhaus, fino alla fine degli anni venti diviene il centro del design in Germania.

La filosofia di questo movimento voleva portare l’arte e il design nel vivere quotidiano.

Gropius sosteneva la tesi che artisti e architetti fossero degli autentici artigiani, e che le loro “creazioni” dovessero essere pratiche e alla portata di tutti.

L’istituto ospitava artisti di ogni genere, vi erano presenti oltre ai designer e architetti, pittori, tessitori, ceramisti e scultori, impegnati in attività di gruppo come fu nel Rinascimento, dove gli artisti del tempo lavoravano fianco a fianco con gli artigiani.

A caratterizzare lo stile del Bauhaus era la semplicità e l’accuratezza delle geometrie.

La scuola fu chiusa nel 1933 dai nazisti, accusata di essere un centro di intellettuali comunisti. Nonostante la chiusura impedì il contatto fra le varie categorie artistiche, l’idea stessa del gruppo si propagò nel resto del mondo grazie all’emigrazione di molti dei suoi esponenti.


 (Alcune nozioni del testo sono tratte da : The art book)

domenica 9 agosto 2015

Breve descrizione dei movimenti artistici, l'Arte informale.


Indica un nuovo modo di creare immagini senza fare ricorso a forme riconoscibili, fu coniato in Francia nei primi anni del dopoguerra

Abbandonare le forme geometriche e figurative per creare un nuovo linguaggio artistico, questo è in sintesi l’obbiettivo di questa corrente interpretativa.

Ha sviluppato in quegli anni segni e metodi all’insegna dell’improvvisazione.

Con capitale artistica Parigi, l’arte informale trovò terreno fertile anche nel resto d’Europa, in particolare in Italia, Spagna e Germania.

Si tratta di una categoria artistica decisamente variegata e conta tra le proprie file artisti diversi tra loro come Jean Frauturie e Hans Hartung (nella foto una sua opera). Altri artisti come Riopelle, Soulages, Burri e Tàpies, hanno “inciso” il proprio nome nella storia di questo movimento.


(Le nozioni del testo sono tratte da : The art book)

mercoledì 5 agosto 2015

La dignità di chi sa cos'è la vita, Giacomo Ceruti.


Autore: Giacomo Ceruti  ( Pitocchetto)

Titolo dell’opera: Lavandaia. 1736 c.

Tecnica: Olio su tela

Dimensioni: 78,8 cm x 101,8 cm

Ubicazione attuale: Pinacoteca Tosio – Martinengo, Brescia.






Milanese di nascita ma praticamente bresciano a tutti gli effetti, Ceruti si può definire uno dei più interessanti pittori del settecento.

Impacciato e spesso non a suo agio nelle pale d’altare e nelle rappresentazioni del sacro, si esalta nei ritratti e nelle scene di vita quotidiana, “disegna” con maestria e intensità il popolo, la gente comune.

Nemmeno Caravaggio, che prima di lui aveva raccontato gli “ultimi”, era riuscito a rappresentare la miseria con grande emozione e commozione, Ceruti si dedica ai vagabondi, ai “pitocchi” (da cui prende il soprannome di Pitocchetto con il quale il pittore è noto).

La pittura della realtà è il filone più autentico e profondo nella secolare arte lombarda, e Ceruti ne è uno dei massimi esponenti sia per i meriti stilistici che per il livello morale.

Il settecento viene ricordato come il periodo artistico più frivolo, dove spicca soprattutto la superficialità, dovuta prevalentemente agli artisti di corte che rappresento il vuoto morale della nobiltà. Un merito ulteriore di Ceruti che al contrario si dedica agli altri, le sarte, le lavandaie, i garzoni, gente che fatica ogni giorno per un pezzo di pane.

Questo dipinto ne è un esempio, sullo sfondo un paesaggio dimesso, spoglio, in primo piano una lavandaia che nella sua indigenza non esita a guardare negli occhi l'osservatore, uno sguardo si malinconico, ma con grande dignità, mentre la figura che le cammina accanto appare più rassegnata.

I personaggi di questa storia sono l’emblema di quel tempo, un magistrale monumento, i colori smorti sono lo specchio dell’anima dei protagonisti in un mondo che non ha bisogno di loro ma che, grazie a loro, ha mantenuto nel tempo una base morale che i nobili hanno perduto da tanto tempo.
Dobbiamo ringraziare Ceruti se possediamo un’immagine diversa, più vera e toccante, del diciottesimo secolo.




domenica 2 agosto 2015

Breve descrizione dei movimenti artistici, l'Arte concettuale o arte povera.


Questo movimento considera prevalente l’idea che sta all’origine dell’opera piuttosto che l’abilità nel creare la stessa.

Fenomeno diffusissimo negli anni sessanta coinvolge numerosi mezzi espressivi, dai film alle mappe e diagrammi, da video e fotografie a semplici testi.

Il paesaggio può diventare parte integrante dell’opera come nel caso della “Land Art” o arte ecologica come le monumentali opere di Christo (nella foto il “Pont Neuf”).

La filosofia, il movimento femminista o le varie attività politiche sono fonte d'ispirazione per quegli artisti che considerano l’innovazione delle idee fondamentali per l’arte.

L'artista concettuale come creatore di idee piuttosto che di oggetti, mina i tradizionali ruoli dell'artista e dell'opera d'arte.

L'arte povera si sviluppa in Italia negli anni sessanta, e prevede l'utilizzo di materiali poveri, di uso quotidiano, che privati del loro "compito" ritrovano un nuovo ruolo posizionati in un altro contesto. (un esempio sono Joseph Beyus e Mario Merz)
Oltre a Joseph Kosuth, che ha dato il nome al movimento, si ricordano anche, Viola e Buren.

(Alcune nozioni del testo sono tratte da : The art book)