venerdì 13 novembre 2015

Breve descrizione dei movimenti artistici, il Minimalismo.


Corrente pittorica, ma soprattutto scultorea, che si sviluppa prevalentemente negli Stati  Uniti negli anni sessanta e settanta del novecento.

Dyagonal of May - Dan Flavin
La definizione stessa sottolinea l’intento di questi artisti, l’arte minimale infatti, è ridotta all’essenziale; oggettiva e anonima, puramente astratta, totalmente libera da decorazioni superficiali o da gesti espressivi.

La pittura e il disegno minimalisti sono pressoché monocromatici, spesso tracciati su griglie e matrici di origine matematica, eppure sono in grado di trasmettere sensazioni sublimi ed in grado di evocare sentimenti ed emozioni profondi.

Gli scultori esprimono le stesse sensazioni, servendosi di procedimenti e materiali industriali, come l’acciaio e tubi fluorescenti per ottenere svariate forme geometriche, spesso prodotte in serie.

Spatial Specificity - Carl Andrè
Tali opere non puntano tanto sulla percezione visiva che può avere lo spettatore, quanto sull’esperienza di un contatto fisico con l’osservatore stesso.

Si può dire che il minimalismo nasce come reazione all’espressionismo astratto, che è la maggior tendenza artistica dominante nell’arte moderna fino agli anni cinquanta.

Gli artisti rilevanti per questo movimento sono: Le Witt, Flavin, Stella, Andrè, Judd, Kelly, Ryman e Mangold.

Il minimalismo ha ampliato i propri confini “contaminando” anche l’architettura e il design, la fotografia, il cinema e la musica.



(Alcune nozioni del testo sono tratte da : The art book)

lunedì 9 novembre 2015

La geometria delle forme, El Lissitzky.


Autore:   El Lissintzky (Lazar Lissitzky)

Titolo dell’opera: Composizione – 1920

Tecnica: Guazzo, inchiostro e matita su carta

Dimensioni: 41 cm x 33 cm

Ubicazione attuale:  Collezione privata





Oggetti dalle forme geometriche elaborate, dipinti con tenui e delicati colori, sembrano fluttuare nello spazio creato dallo sfondo monocromatico.

Le forme a tre dimensioni ci ricordano delle strutture architettoniche, una caratteristica che Lissitzky avrebbe sviluppato in seguito.

La composizione del disegno, che si basa esclusivamente sulla forma ed il colore, ci riporta al suprematismo, una forma d’arte astratta creata da Kasimir Malevič, che prevede l’esclusivo utilizzo delle forme geometriche.

Lissitzky inizia a lavorare come architetto nel 1917, ma il cambiamento avviene due anni dopo, Marc Chagall lo chiama ad insegnare all’Istituto della nuova arte di Vitebsk.

Lasciare Mosca per la scuola d’arte gli permette d’incontrare Malevič, che cambierà definitivamente la propria vita artistica.

Fra le sue opere più famose c’è la serie astratta “Proun”, caratterizzata da linee dritte e da suggestioni architettoniche, vecchio retaggio del passato moscovita, che raffigurano superfici piatte senza il minimo senso di profondità.

La versatilità dell’arte di Lissitzky si evidenzia anche in disegni per manifesti, costumi e libri.

giovedì 5 novembre 2015

Breve descrizione dei movimenti artistici, il Manierismo.

Jacopo Pontormo - Deposizione
Il manierismo è uno sviluppo dello stile rinascimentale, viene considerato come una reazione all’ordine, all’armonia e alla perfezione dell’arte del quindicesimo secolo e dei primi anni del secolo successivo.

Questo stile si diffonde in Italia, fino ad essere il canone dominante, dal 1520 agli inizi del 1600.

La caratteristica di questa corrente è data dai colori luminosi, da composizioni elaborate, forme spesso esagerate e da movimenti drammatici.

Il termine usato per identificare il movimento deriva da “maniera”, usato inizialmente come sinonimo di stile, per indicare armonia, sicurezza e grazia.

La parola assume negli anni significati diversi, spesso si definisce la pittura di maniera in modo negativo, per indicare un eccesso di virtuosismo, una esagerata artificiosità e ostentata tecnica.

Molti gli artisti che ruotano attorno a questo movimento artistico, da Rosso Fiorentino, Bronzino e Cellini, a El Greco, Pontormo, Giambologna, Giulio Romano, Parmigianino e Tintoretto.




(Alcune nozioni del testo sono tratte da : The art book)
 

lunedì 2 novembre 2015

Il Cristo Re-dendore italiano.



Dal 1931 domina la bassa Valle Camonica, dal colle della Maddalena di Bienno si eleva il maestoso “Cristo Re”, opera dello scultore locale (di Darfo) Timo (Timoteo) Bortolotti, già famoso per il monumento ai Caduti del Passo del Tonale.

La statua, alta 10,5 metri è realizzata in bronzo e rame è sostenuta da un traliccio in ferro, la figura del Cristo è poi stata ricoperta di lamine d’oro zecchino.

La base che sostiene la scultura è formata da un basamento di 16 metri d’altezza, ciò porta il maestoso "Cristo" a superare i venticinque metri dal suolo.

L'opera è stata commissionata per ricordare la Conciliazione tra lo Stato del Vaticano e il Regno d’Italia attraverso i Patti Lateranensi.

Altre fonti vogliono che la statua sia stata posizionata come ringraziamento per la fine del primo conflitto mondiale, la seconda versione appare, perlomeno, più spirituale e meno "politica" rispetto alla prima.

Nel basamento è stata creata una cappella che ricorda i caduti di tutte le guerre della valle, all’interno un Grande Crocifisso con Maria Maddalena, l’apostolo san Giovanni e la Madonna.


La maestosa figura si nota già a qualche chilometro di distanza, la grandezza, ma soprattutto l’intensità della copertura aurea, permettono a chi passa ai piedi del monte, di scorgere distintamente la figura di Cristo, la luce del sole, poi, aumenta il riflesso come se la statua splendesse di luce propria.

Da sottolineare la sensazione di assoluta pace e silenzio che si prova nel parco del santuario dove è situata la statua (parco sempre aperto al pubblico).

Si ha l’impressione che l’imponente figura di Cristo Re protegga il luogo da qualsiasi disturbo, anche dai rumori della normale vita quotidiana.

venerdì 30 ottobre 2015

Breve descrizione dei movimenti artistici, l'Impressionismo.


Movimento pittorico sviluppatosi in Francia, in particolare nella capitale Parigi, nella seconda metà dell’ottocento.

Gli artisti impressionisti volevano celebrare la visione appassionata e travolgente della natura nel suo splendore, illuminata dalla luce naturale.

Volevano “raccontare” il mondo esterno in ogni sua sfaccettatura e in ogni ora del giorno, dall’alba al tramonto.

Erano affascinati dal rapporto tra luce e colore e cercavano di interpretarlo con l’utilizzo di colori puri, applicati con pennellate in estrema libertà.

Venivano evitati sistematicamente soggetti storici, religiosi o romantici per dedicarsi quasi esclusivamente ai paesaggi e a scene di vita quotidiana.

Il nome del movimento deriva dal commento spregiativo di un critico espresso nei confronti del quadro di Monet Impression soleil levant”.

L’importanza di questo movimento è data dal fatto che da quel momento, la pittura in particolare e l’arte in generale, prende una strada completamente diversa da come era concepita fino ad allora, la svolta epocale dà inizio a quella che conosciamo come l’arte moderna.

Numerosi e famosissimi  gli artisti che aderirono, ognuno con modi e tempi diversi, al movimento, ricordo alcuni di loro: Pissarro, Caillebot, Cassatt, Degas, Morisot, Monet (nell’immagine “Il bar alle Folies-Bergere”), Renoir, Manet e Sisley.


(Alcune nozioni del testo sono tratte da : The art book)

Per approfondire: Parigi, gli impressionisti e la nascita della pittura moderna.

lunedì 26 ottobre 2015

Cristo e l'adultera, Pieter Bruegel.


Autore:   Pieter Bruegel

Titolo dell’opera: Cristo e l’adultera – 1565

Tecnica: Grisaglia su tavola

Dimensioni: 24,1 cm x 34 cm

Ubicazione attuale:  Courtauld Institute Gallery, Londra.





Come nel caso di “La morte di Maria” l’opera era destinata a rimanere di proprietà della famiglia Bruegel. E' Jan Bruegel (il vecchio), figlio del pittore, che lascia in eredità il dipinto all'arcivescovo di Milano, Federico Borromeo. In seguito Jan Bruegel (il giovane) riesce a riacquistarlo e per molto tempo non se ne sa più nulla. Solo nel 1952 viene rinvenuta e acquisita a Londra dal conte Seilern.

La scena è tratta dal Vangelo di Giovanni (8,3-11), dove è narrato il famoso episodio dell’adultera condotta nel tempio per essere giudicata da Gesù Cristo.

La donna era destinata alla condanna capitale tramite lapidazione, secondo la legge di Mosè. Alla domanda di scribi e farisei su come procedere, Gesù si china e, sul pavimento del tempio, scrive in caratteri fiamminghi la frase “Chi è senza peccato scagli la prima pietra”.

Come nell’episodio raffigurato nella già citata “Morte di Maria” Bruegel elimina completamente il paesaggio e in questo caso toglie definitivamente ogni riferimento al luogo, concentrandosi solo sui personaggi che costituiscono la parete della scena.

Magistrale la resa dei chiaroscuri, i personaggi, (a destra i farisei mentre a sinistra più in ombra ci sono gli apostoli) si staccano dagli spettatori ma a prendersi la scena sono il Cristo chinato e l’adultera che abbassa gli occhi davanti a Gesù.

Alcuni hanno ipotizzato l’influenza per quest’opera di Raffaello e i suoi cartoni per arazzi, ora al Victoria & Albert Museum di Londra, ma che a quel tempo erano a Bruxelles.

sabato 24 ottobre 2015

La morte di Maria, Pieter Bruegel.


Autore:   Pieter Bruegel

Titolo dell’opera: La morte di Maria (o La morte della Vergine) – 1564 ca

Tecnica: Grisaglia su tavola

Dimensioni: 36 cm x 55 cm

Ubicazione attuale:  Upton House, National Trust, Banbury.






Si tratta della prima delle due opere realizzate a grisaglia (subito dopo realizza: Cristo e l'adultera) un’autentica rarità per il pittore fiammingo, infatti sono le uniche due opere in cui non vi è il minimo accenno di paesaggio.

La struttura del dipinto presenta due parti ben evidenziate anche distanti tra loro, nel lato sinistro notiamo una figura addormentata accanto al fuoco di un camino, si pensa di riconoscere Giovanni l’Evangelista.

Nella parte destra vediamo la Vergine morente semisdraiata sul letto, attorno un numero elevato di dolenti si affolla per l’ultimo saluto e l’ultima preghiera. E’ insolito vedere una simile folla, l’iconografia tradizionale ci tramanda la dipartita di Maria circondata da pochi intimi.

Al centro del dipinto, in primo piano, si vede un tavolo ricoperto di stoviglie.

Il gioco luminoso, originale ed emozionante, è realizzato attraverso il chiarore di quattro distinte fonti di luce, il camino a sinistra, che illumina la figura di Giovanni, la lampada che illumina, con un tenue chiarore, le travi del soffitto sullo sfondo al centro dell’opera, l’intensa luce emanata dalla candela impugnata dalla morente e il piccolo lume che da vita al tavolo ai piedi del letto.

La grande capacità di osservazione e di resa della luce, fanno di Bruegel un autentico innovatore, capace di anticipare le opere di Caravaggio e Rembrandt.

Un’ipotesi attendibile dice che l’ambientazione notturna e il preciso posizionamento della luce, con il rispettivo gioco d’ombre, sia stata ideata da Bruegel per suggerire l’idea che la scena rappresentata sia in realtà un sogno dell’Evangelista Giovanni dormiente.

martedì 20 ottobre 2015

Breve descrizione dei movimenti artistici, il Gotico.


Lo stile gotico è stato predominante durante il medioevo, ha caratterizzato le principali cattedrali europee.

In questo periodo spiccano le pale d’altare ornate da merlature elaborate che richiamano l’architettura delle chiese.

La pittura e la scultura sono caratterizzate da figure riccamente decorate. Nella pittura stessa è praticamente assente la tecnica prospettica e non ci sono nemmeno dei tentativi di rappresentare lo spazio in tre dimensioni.

E’ all’inizio del quattrocento che l’arte comincia a farsi più elegante e raffinata, e cresce l’interesse per i soggetti di carattere naturalistico.

In questo periodo, nelle opere, si notano piccole e dettagliate rappresentazioni di fiori, piante e animali, che vanno a completare i dipinti fino ad allora concentrati sul soggetto.

Il tardo gotico si diffonde in molti paesi, ed è definito per questo “gotico internazionale”.

Lunga è la lista degli artisti legati a questa “scuola”, solo per citarne alcuni: Della Quercia, Beauneveu, Cimabue, S. Martini, Lorenzo Monaco, Duccio, Fouquet (nell’immagine la sua “Madonna del latte”), Lorenzetti, Gentile da Fabriano e Gaddi.


(Alcune nozioni del testo sono tratte da : The art book)