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giovedì 25 novembre 2021

Siamo degni di questa esistenza?

"Gli uomini hanno paura che le donne ridano di loro, le donne che gli uomini le uccidano".

Queste parole di Margaret Artwood sono il sunto della situazione tragicamente in essere.

Tutto si riduce (si fa per dire, perché il problema è immenso) all’insicurezza maschile alimentata da una cultura “ottusa” che ci accompagna da sempre.

Non voglio addentrarmi sulle pene da inasprire, controlli più pressanti dopo una denuncia, eccetera, dobbiamo iniziare a “comprendere” le dinamiche di un sistema maschile totalmente allo sbando, l’uomo è fondamentalmente malato di incultura.

Non centra il grado d’istruzione, il titolo di studio, il punto focale è la vigliaccheria di chi trasforma in violenza  la propria nullità.

Il femminicidio (termine che non mi piace ma che va dritto al punto) è l’apice di un problema decisamente più ampio, la violenza fisica non necessariamente mortale e quella psicologica non sono meno devastanti, inoltre ci sono quei piccoli e apparentemente insignificanti atteggiamenti che lacerano le vittime più di quanto possiamo immaginare.

A questo va aggiunta la discriminazione, nelle scuole, al lavoro e soprattutto tra le mura domestiche.

Ma per capire (o almeno cercare di farlo) quello che sta succedendo dobbiamo tornare alla frase della Artwood, l’uomo ha paura che la sua misera esistenza venga a galla (l’uomo che si mette in discussione è culturalmente pronto per un confronto senza temere alcunché) perdendo cosi un potere che solo lui si riconosce, la donna teme per la propria vita, solo questo è sufficiente per capire in quale abisso stiamo precipitando.

L'opera che ho scelto per accompagnare questo mio pensiero (di cui non conosco l'autrice (Maia Schwartz?), ritengo che esprima perfettamente lo "stato d’animo" di chi quotidianamente combatte, spesso senza speranze, contro i demoni che popolano il buio quotidiano.