martedì 21 aprile 2026

La natura è un'opera d'arte?

La natura non è in grado di produrre opere d’arte, quelle sono appannaggio del genere umano, la natura va oltre, crea dal nulla la bellezza, ogni istante è unico e irripetibile, ogni momento è l’espressione suprema della luce, l’essenza assoluta dell’irraggiungibile.

Foto by Camilla Roggeri - Okanagan Falls, Canada

Perché allora davanti ad un tramonto, ad un paesaggio montano, alle limpide acque di un atollo tropicale, ci lasciamo andare alla fatidica frase: “è un’opera d’arte”?

La risposta è nel fatto che si considera arte tutto ciò che istintivamente ci piace, quella bellezza estetica che ci fa stare bene nell’immediato.

A confermare tutto questo è la repulsione che molti provano davanti ad opere che non hanno lo stesso effetto immediato, quei dipinti o sculture che si scontrano con il comune concetto di “bello” al punto che non vengono considerate opere d’arte, anzi.

La bellezza è si soggettiva ma in fondo definire tale una qualsiasi cosa è difficile e spesso va a scontrarsi con il punto di vista altrui.

È bello solo quello che ci piace o una cosa è bella anche se per noi non lo è? E poi l’opera d’arte è solo quello che consideriamo bello o è arte anche ciò che apparentemente non ha nulla che si allinei al nostro personale canone di bellezza?

Ma la domanda principale è un’altra, può essere bello qualcosa di “brutto”?

Una giornata uggiosa è comunemente definita brutta, un paesaggio sotto la pioggia può essere definito bello, la fotografia o il dipinto di tale paesaggio possono essere definiti opere d’arte, nonostante il paesaggio stesso, da alcuni punti di vista, non lo sia.

La natura è affascinante, ci piace o ci disturba, è comunque meravigliosa, un dipinto è ipnotizzante o sconcertante, ci piace o lo detestiamo, è comunque opera d’arte, almeno partendo dai dati che abbiamo elencato, cosa non lo sia … beato (o dannato) chi ha la risposta.

Spoiler: io non ce l’ho (per quanto questa informazione possa avere un valore).

venerdì 10 aprile 2026

L'evoluzione come innalzamento culturale

L’arte moderna è colta quanto quella antica, forse lo è ancora di più, l’arte contemporanea è invece condannata alla cultura”.

Anselm Kiefer – Osiride e Iside, 1985-87, Tecnica mista su tela cm 379,7 x 561,3 – Museum of Modern Art, San Francisco


Questo pensiero di Massimo Cacciari può apparire esageratamente forzato ma se l’esperienza è un valore imprescindibile e l’approccio filosofico all’arte permette un’evoluzione della stessa è innegabile che ciò che raccoglie le “contaminazioni” del passato ha una visione più “completa” nel presente.

Abbiamo la convinzione, non si sa bene su cosa si basi, che il passato sia migliore del presente che a sua volta sarà meglio del futuro, non si capisce come questo può essere vero anche solo per ciò che rappresenta nell’evoluzione naturale delle cose.

Tutto ciò che viene dopo è la somma di ciò che è venuto prima con l’aggiunta di nuove idee, com'è possibile dunque che la somma di più idee sia peggio di una singola idea per giunta antiquata?

Qualcuno obietterà che l’evoluzione dell’arte ci ha portati ad una degenerazione della stessa, ma come possiamo confermare questa teoria con certezza?

Il passato ci ha proposto uno schema che si è ripetuto, uguale, in ogni epoca, chiunque cercasse di proporre una visione nuova, che ha comunque sempre le basi che poggiano nel passato, veniva denigrato in quanto autore di un pensiero incomprensibile e in quanto tale ben lontano dalla “bellezza” di ciò che già si conosceva.

Al di là che pensare che l’arte antica sia di semplice lettura ci fa deragliare in quanto pensare di capire è tutt’altra cosa che comprendere, l’arte contemporanea parla con un linguaggio corrente, perché allora se si rivolge a noi parlando la nostra lingua non capiamo quello che ci dice?

Non è che siamo noi a non volerla capire?