“4’33” è un’opera del compositore
statunitense John Cage.
L’originale composizione dalla durata di
quattro minuti e trentatré secondi ed è divisa in tre movimenti rispettivamente
di 30 secondi il primo, 2 minuti e 23 secondi il successivo e 1 minuto e 40 il
terzo.
Composta per qualsiasi strumento ha la caratteristica di rappresentare un silenzio musicale.
Composta per qualsiasi strumento ha la caratteristica di rappresentare un silenzio musicale.
L’assenza infatti di qualsiasi suono
proveniente dagli strumenti non ha il compito di “descrivere” il silenzio ma
quello di evidenziare i suoni esterni all’orchestra o al solista che si
esibisce, in questi 4 minuti e mezzo vengono ampliati i suoni, i rumori
prodotti dai musicisti, dal pubblico o prodotti dall’esterno del teatro. E anche dove i rumori esterni vengono attutiti il silenzio nella sua essenza non è percepibile, è sempre presente il battito del nostro cuore, il fluire del sangue.
Irritante per alcuni, geniale per molti, Cage esplora l’essenza
del silenzio senza veramente trovarlo, la durata dell’esibizione è di 273
secondi, lo zero assoluto è a -273,15 °C, quest’ultima è una temperatura
impossibile da raggiungere e Cage ci mostra che anche il silenzio assoluto è
una meta irraggiungibile.
Il compositore di Los Angeles deve l’ispirazione per quest’opera
all’amico pittore Robert Rauschenberg e ai suoi “White
Painting”, dipinti bianchi che cambiavano tonalità a seconda delle condizioni
luminose.
Difficile interpretare una composizione musicale
senza musica, l’aspetto puramente filosofico ci spinge a entrare nell’opera in
quanto realizzazione concettuale.
E’ impossibile restare indifferenti a quest’opera, che
il nostro giudizio sia positivo o negativo non possiamo non riflettere sull’assenza
di qualsiasi “assolutismo”, e il silenzio non ne è esente.
A seguire il video della rappresentazione dell’opera
da parte del pianista William Marx.
(Nell’immagine in alto: Robert
Rauschenberg, White Painting [three panel], 1951)