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martedì 5 settembre 2017

La semplicità della perfezione, Federico Zeri


"Quando un’opera d’arte esce dalla norma e si avvicina all’assoluto accade che possa fare l’effetto di qualcosa di semplificato, perfino di rozzo.

Federico Zeri in un ritratto di Luciano Ventrone
E’ quello che molti incompetenti non riescono a capire, per esempio, nei disegni di Raffaello che, a prima vista, possono sembrare semplicemente degli schizzi gettati sulla carta  senza un’adeguata preparazione.

In realtà, si tratta della finta semplicità, della finta povertà di ciò che è estremamente elaborato.

E’ quello che accade anche per certa musica di Verdi che a chi non è ben preparato all’ascolto può fare l’effetto della canzonetta popolare. Persino certi versi di Dante possono fare questo effetto ...
… questa è anche la reazione delle persone non preparate; ma è anche la reazione di molti intellettuali di professione, molti critici di professione, i quali preferiscono le cose oscure.

Esiste, infatti, ai giorni nostri una certa sottocultura, che preferisce alla semplicità ciò che è involuto, oscuro, ciò che ha bisogno dell’esegeta di professione.
Quel che viene compreso dalle masse irrita questi intellettuali, che vivono proprio dell’ignoranza del pubblico e dell’oscurità dei testi, perché finisce col togliere loro il lavoro".

(Federico Zeri)