L’altro giorno stavo discorrendo sulla vastità dell’universo, non tanto sulle reali dimensioni dello spazio cosmico quanto sulla percezione che noi piccoli esseri, abitanti della terra, abbiamo del concetto di infinito rapportato all’universo stesso.
Se escludiamo
chi è addentro alle questioni “astronomiche”, sia che si tratti di chi lavora
in questo campo (ricercatori, astrofisici,
astronauti ecc.) o semplici appassionati, per l’umanità “media” il
concetto di infinito è di difficile assimilazione, la visione è ristretta,
l’apertura mentale ha dei naturali confini, inoltre va aggiunta la diffidenza
verso ciò che non conosciamo che può sfociare (in particolare per chi vive con
i paraocchi) nella negazione.
Prendendo
spunto da questo scambio di opinioni ho riportato il senso del discorso su un
altro “universo” infinito, il lato non materiale dell’uomo.
Mentre
l’astronomia mi affascina ma non mi permette di andare oltre in quanto non ho
le minime coordinate per andare troppo lontano, l’arte e la filosofia sono
campi che mi affascinano e mi appassionano al punto che da tempo (con risultati
da verificare) sono materia di studio.
Le arti
e la filosofia sono il mezzo e le mappe (cosa sia l’uno e cosa le altre devo
ancora scoprirlo) che ci permettono di navigare alla scoperta del “pensiero”
umano anch’egli infinito, dove questa navigazione possa portarci è impossibile
da dire, la stessa cosa vale per i viaggi spaziali.
Chi è
all’oscuro dei concetti legati alla scoperta del cosmo tende a sottovalutare la
scoperta stessa, ignora, quando non denigra, ogni “conquista”, intesa come
conquista intellettuale più che una vera colonizzazione, arrivando a negare che
questi “viaggi” si facciano veramente.
Nell’arte
è pressappoco la stessa cosa, chi non ha conoscenze reagisce in due modi, se ha
un po’ di buonsenso quantomeno ignora
l’argomento e si dedica ad altro, in caso contrario ce li troviamo a venderci
come certezza il fatto che non comprendendo la visione dell’arte in prospettiva
negano che la stessa possa esistere.
Un
appassionato che si dedica alla ricerca “cosmica” quando si trova davanti a
qualcosa di sconosciuto ha una sola reazione, cercare di comprendere quello che
ha scoperto, cosi si comporta l’appassionato delle arti (poesia, pittura,
musica, non importa quale forma d’arte) davanti a ciò che non comprende cerca
l’appiglio per entrare in contatto con la novità, non la scarta a priori ma ne
cerca il senso.
Nell’immagine:
Anish Kapoor, Moon Mirror (2014) Acciaio inossidabile e lacca, diametro 114 cm;
Collezione privata