Big Bench, ovvero le ormai famosissime “panchine giganti”.
Creata da Chris Bangle inizialmente presentata
come opera d’arte ora viene definita oggetto di design, ma la moltiplicazione
dei “pezzi” (siamo a quasi 240 esemplari distribuiti in varie valli italiane)
ne sta svalutando l’aspetto artistico.
E’ innegabile l’apprezzamento del grande pubblico affascinato dal “fuori scala” e dai favolosi panorami che ci si presentano quando ci sediamo sentendoci un po’ bambini.
All’inizio si è cercata una possibile “singolarità” dividendo le panchine per colore ma il moltiplicarsi delle stesse ha inevitabilmente moltiplicato anche l’aspetto cromatico annullando anche questa possibilità del “pezzo unico”( idea comunque non originalissima considerato che panchine giganti anche se di altra forma ce ne sono già in tutto il mondo).
La domanda che mi pongo (perché devo sempre pormi delle domande) è: ha più valore l’opera d’arte unica e di conseguenza meno fruibile o la crescente distribuzione di queste installazioni permanenti che permettono a tutti di goderne azzerando il lato artistico a favore di un utilizzo più ludico?
Ammetto che concettualmente avrei preferito il
pezzo unico ma forse sarebbe stata un’azione più elitaria anche se sicuramente
più incisiva nel tempo.