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martedì 28 giugno 2022

[Pillole] "... perché nessuno sapeva chi era ..."

“Ho dato inizio a un happening a New York dichiarando davanti a tremila spettatori che Cézanne era di una catastrofica inesperienza, un pittore di decrepite strutture del passato. Sono stato applaudito, soprattutto perché nessuno sapeva chi era Cézanne”

Salvador Dalí


Appunto …


Nell’immagine: Paul Cézanne, Castagni e fattoria al Jas de Bouffan, 1884 – Olio su tela, cm 92 x 73. Norton simon Museum, Pasadena


sabato 21 marzo 2020

Quadri parlati e quadri parlanti


Maurice Merlau-Ponty, riferendosi alle parole, distingueva tra “le parole parlate e le parole parlanti”, se trasferiamo questo concetto nello spazio pittorico possiamo trovarci di fronte a dipinti che si guardano e dipinti che ci guardano?

Cezanne, riferendosi al monte Saint Victoire, sottolineava l’impossibilità di ritrarre la montagna in modo definitivo proprio perché era il monte stesso a presentarsi sempre in maniera differente, era dunque impossibile poterne fare un ritratto compiuto, ogni volta infatti la montagna trasmetteva sensazioni nuove, lasciando aperto un varco temporale.

Il confronto, il dialogo che il pittore, ma vale anche per l’osservatore, intavola con l’opera rende quest’ultima eternamente mutevole,  lo scambio, se sostenuto da basi solide, può continuare all’infinito.

Paul Klee lavorava spesso a più tele contemporaneamente, anche 12 o 13, ad un certo punto si fermava, si sedeva di fronte ai quadri e ascoltava, osservava, sosteneva infatti che “i quadri mi guardano”, sottolineando quanto fosse fondamentale la “parola” dei dipinti nella realizzazione degli stessi.

Naturalmente è diverso il dialogo che le opere hanno con l’artista rispetto al confronto con lo spettatore, con il primo collaborano a creare l’insieme, con il secondo discutono dell’eternità dell’arte.



Nelle immagini: sopra
Paul Cézanne: La Montagne Sainte-Wctoire (1904-1906) cm. 68 x 81 olio su tela, Zurigo Kunsthaus
sotto
Paul Klee :  Twitterin Machine, 1922.  cm 63,8 x 48,1  olio e inchiostro su carta,  Museum of Modern Art, new York



sabato 25 novembre 2017

La struttura delle forme e dei colori, Paul Cézanne.


Autore:   Paul Cézanne
(Aix-en-Provence, 1839 - Aix-en-Provence, 1906)
 
Titolo dell’opera: Mont Sainte-Victor – 1885-95
 
Tecnica: Olio su tela
 
Dimensioni: 73 cm x 92cm
 
Ubicazione attuale:  Barnes Foundation, Merion.





Colori intensi, i gialli, i blu, i viola e i rossi danno vita alla montagna che fa da sfondo al paesaggio di campagna.

Cezanne, per ricreare le zone d’ombra, ha sostituito le sfumature e i toni cromatici con i colori stessi che danno forma alla struttura luminosa del monte.

L’insieme appare ordinato ed efficiente grazie all'organizzazione geometrica che, pur mantenendo la fedeltà descrittiva del paesaggio, si trasforma in un’interpretazione dello stesso grazie alla personale concezione delle forme.

Il pittore provenzale ritrarrà spesso questo scorcio ricreando ogni volta una visione intima e variabile.

I soggetti ridotti a forme puramente geometriche, abbinate all’intensità dei colori, che prendono il sopravvento sulla realtà, danno vita ad un percorso artistico che negli anni a venire darà vita agli ideali cari al cubismo e ai fauvs.

sabato 10 giugno 2017

Il giudizio del tempo, Paul Cézanne.


«L’artista più attaccato, più maltrattato, da quindici anni, dalla stampa e dal pubblico, è Cezanne. Non c’è epiteto offensivo che non venga accostato al suo nome, le sue opere hanno ottenuto un successo d’ilarità che dura ancora …
Paul Cézanne - Bagnanti, 1890-92. Olio su tela, cm 60x82
Musee dOrsay, Paris
… Cezanne appare come un greco della belle èpoque; le sue tele hanno la calma, la serenità dei dipinti e delle terrecotte antiche, e gli ignoranti che ridono davanti ai Bagnanti, per esempio, mi fanno l’effetto di barbari che criticano il Partenone …
Cezanne è un pittore, e un grande pittore. Quelli che non hanno mai preso in mano un pennello o una matita hanno detto che non sapeva disegnare, e gli hanno rimproverato “imperfezioni” che non sono che una raffinatezza ottenuta grazie a un’enorme abilità …
… in tutti i suoi dipinti, l’artista commuove, perché egli stesso prova, davanti alla natura, un’emozione violenta che l’abilità trasmette alla tela.»
G. Revière, in “L’impressioniste” 1887 (tratto da: Cezanne, Rizzoli editore)



«I suoi paesaggi dell’Estaque trasformano questa adorabile località d’oro e di zaffiro in un lugubre pantano color piombo, dove mai la luce ha potuto sorridere.
Il nome di Cezanne resterà unito alla più memorabile burla d’arte degli ultimi quindici anni»

C. Munclair, in “La Reuve Blue” 1904 (tratto da: Cezanne, Rizzoli editore)


Due modi, fra i tanti, di interpretare e "criticare" la pittura, in questo caso quella di Paul Cezanne, dai suoi contemporanei. Troppo spesso ci capita di leggere stroncature fini a se stesse dove l’astio verso l’artista prende il sopravvento sull’obbiettiva interpretazione dell’opera.
Le opere del pittore provenzale hanno superato la prova dell’unico giudice in grado di emettere una sentenza: il tempo.

In pochi allora, tra critici ed esperti d'arte, veri o presunti, hanno compreso la forza innovativa dell'opera di Cezanne, nessuno ha captato il genio proiettato verso il futuro, nessuno aveva capito l'importanza assoluta di questa visione artistica che ha scritto una delle pagine più importanti della storia dell'arte e che ha cambiato radicalmente il modo di vedere e concepire la pittura.

Nessuno ... tranne alcuni artisti che ne hanno saputo cogliere l'essenza rivoluzionaria.

Infatti si possono spendere un numero infinito di parole per attaccare questo o quell’artista, una o più correnti, ma solo lo scorrere degli anni ci dirà la verità riguardo qualsiasi opera d’arte. Soli chi possiede la capacità di proiettare nel futuro il proprio pensiero è in grado di comprendere in anticipo certi mutamenti, non a caso sono gli artisti stessi a possedere la capacità di "vedere" oltre.


Paul Cezanne – La Montagne Sainte-Victoire vue de Bellevue, 1885. Olio su tela, cm. 73 x 92. Barnes Foundation, Philadelphia.