L’opera dello scultore Martin Hudáček, è datata 2011 e si trova a Bardejovska Nova
Ves, in Slovacchia.
La scultura non si limita ad esprimere
la sofferenza, il rammarico e il pentimento delle madri che hanno deciso di
abortire, ma soprattutto il perdono e l’amore del bambino mai nato.
Quando una madre decide di interrompere
il percorso che permette ad una nuova creatura di nascere, spesso non è aiutata
nella decisione stessa, ricorre a questo passo (delicato e sempre
drammaticamente devastante) perché abbandonata a se stessa: il padre
del bambino se ne lava le mani, la famiglia ritiene più importante quello che
“dice la gente”, e gli amici, spesso, fanno della “filosofia” sulla pelle degli
altri.
Per questo motivo il monumento riguarda
un po’ tutti noi che, molte volte, siamo più colpevoli di molte madri che non
vedono vie d’uscita.
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Il
bambino che perdona e consola la madre è l’emblema dell’amore assoluto ed è un
atto d’accusa verso i benpensanti che nel momento del bisogno di molte donne
hanno fatto finta di niente.
L’idea
di realizzare un monumento ai bambini mai nati è stata di un gruppo di donne
che fanno parte del gruppo “Movimento di Preghiera delle mamme” che
sottolineano: «Siamo consapevoli del valore di ogni vita umana ma vogliamo
sottolineare i danni che si infliggono, non solo la perdita irreparabile dei
bambini ma il declino inesorabile della salute mentale (spesso anche fisica) di
ogni donna che decide, spinta da diverse situazioni, ad abortire suo figlio».
La
mia non vuole essere una presa di posizione ne morale, ne tanto
meno religiosa, ma l’intensa e poetica opera di Hudáček cerca di
risvegliare le coscienze, non delle donne ma di chi si
gira dall'altra parte quando dovrebbe prendersi le proprie
responsabilità, lasciando le future mamme drammaticamente sole.