Autore: Jan Lievens
Titolo dell’opera: Resurrezione di Lazzaro – 1631
Tecnica: Olio
su tela
Dimensioni: 114
cm x 107 cm
Ubicazione
attuale: Art Gallery, Brighton.
Dipinto che trasmette tutta l’intensità emotiva del momento, i toni cupi
riflettono l’ansia dell’attesa di qualcosa di straordinario ma al contempo
temuto.
L’oscurità che avvolge la tela viene parzialmente sconfitta dalla figura
di Gesù che si rivolge al padre con una richiesta specifica.
Attorno al capo di Cristo si apre la coltre di tenebra che lascia
intravedere il blu del cielo, quasi a formare un’aureola divina.
Il lenzuolo adagiato sulla tomba aperta e il volto della donna in estasi
sono i punti dove la luce, la cui provenienza è "esterna" al quadro, si fa più intensa e di riflesso rischiara l'intera opera, il vecchio all’estrema destra
del dipinto sembra illuminato dalla mistica luce del sudario.
Il protagonista dell’opera è praticamente nascosto, ma le mani che
sporgono dalla tomba sono il vero colpo di genio di Lievens, Lazzaro è ritratto
nell’istante del risveglio ed è proprio l’assenza del corpo che rende la scena
ancor più intensa.
In questi anni Lievens condivide la bottega con Rembrant dove nasce una
collaborazione e nello stesso tempo un’onesta rivalità che porterà i pittori a
migliorarsi continuamente.
In quest’opera si nota l’influenza di Rembrant ma spicca ancora di più la
“presenza” della pittura di Caravaggio che ha lasciato un segno indelebile
nella pittura del tempo.
Lievens in seguito abbandonerà questo stile legandosi alla
rappresentazione aulica di Van Dyck, dedicandosi quasi esclusivamente alla
ritrattistica.