Qualche settimana fa ho pubblicato una serie di immagini dedicate alle
figure della madre con il proprio figlio nella pittura
dal medioevo ad oggi.
Dipinti che riproducono
l’unità tra le due figure ammantando il tutto con un velo di poesia.
Ora voglio proporre lo
stesso soggetto “raccontato” con altri mezzi artistici: la fotografia e la
performance, o se vogliamo la cattura di un istante.
Il lavoro raffigurato nell’immagine è dell’artista
olandese Rineke Dijkstra, il famoso fotografo ha immortalato le prime ore dopo
il parto, i primi istanti dell’incontro tra il figlio (o la figlia) e la madre.
Apparentemente senza quell’aura di poesia che contraddistingue lo stesso soggetto nella pittura, quest’immagine ci propone la parte più vera, l’aspetto più realistico di quegli istanti.
La donna è praticamente nuda, l’ambiente è asettico,
neutrale, Dijkstra non fa alcun tentativo di messa in scena, vuole solo
mostrare l’aspetto, l’esperienza (anche se non diretta) del parto e lo fa
spiazzando l’osservatore.
Un’immagine che a prima vista sembra appunto privata
di quella poetica cara alla pittura, ci mostra quella che possiamo
tranquillamente definire l’essenza stessa della poesia.