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sabato 25 giugno 2022

Tre punti di vista, gli sguardi artistici di Corot

Jean-Baptiste Camille Corot fa il suo primo viaggio di studio a Roma e soggiorna nella capitale italiana tra il 1825 e il 1828, in quel periodo era fondamentale, per la formazione di un artista, visitare la città eterna.

Durante questi tre anni Corot dipinse spesso all’aperto ed è ne 1826 che, in poco più di due settimane realizza tre dipinti che hanno in comune il fatto di essere la realizzazione di altrettante vedute dipinte nello stesso posto e contemporaneamente.

Veduta dai giardini Farnese a Roma, 1826  Olio su carte incollata su tela, cm 24,5 x 41,5
Phillips Collection, Washinnton

Il mattino lavorava alla Veduta dai Giardini Farnese a Roma, a mezzogiorno dirigeva lo sguardo ad est e da quella posizione realizza Il Colosseo, nel tardo pomeriggio lo sguardo si dirigeva a nord dove si poteva vedere il Foro romano, da qui il titolo del terzo quadro.


Il Colosseo, 1826  Olio su carte incollata su tela, cm 30 x 49
Museo del Louvre, Parigi

Le tre opere sono messe in risalto dalle luci del sole che ci indicano il momento del giorno in cui sono realizzate, le ombre si allungano o si accorciano a seconda dell’ora, anche se è possibile notare la resa degli alberi che, al contrario delle costrizioni, sembra meno nitida, l’influenza della pittura paesaggistica da atelier è ancora presente nel giovane Corot, influenza che col tempo si farà sempre più impalpabile, nonostante questo piccolo e probabilmente insignificante particolare la maestria del pittore francese va oltre e ci regala tre capolavori assoluti, il primo custodito nella collezione di Duncan Phillips, gli altri due al Louvre.


Il Foro visto dai giardini Farnese, 1826  Olio su carte incollata su tela, cm 28 x 50
Museo del Louvre, Parigi

Tre punti di vista di un singolo luogo, la capacità di Corot di cogliere gli effetti luminosi naturali, la sapienza nel saper concentrare lo sguardo su un soggetto, subito dopo averne “abbandonato” un altro.