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sabato 14 dicembre 2019

Illusione celestiale, Jan van Eyck


Autore:   Jan van Eyck
(Maaseik, 1390 ca. – Bruges,1441)

Titolo dell’opera: Annunciazione – 1435 ca.

Tecnica: Olio su tavola

Dimensioni: Ciascun pannello cm 38,8 x 23,2

Ubicazione attuale:  Museo Tyssen-Bornemisza, Madrid






Un’opera straordinaria e rivoluzionaria, Van Eyck ribalta le gerarchie che tradizionalmente vedevano la scultura primeggiare sulla pittura dimostrando quanto quest’ultima può emulare la prima.

In questi pannelli il pittore fiammingo colloca le “statue” dell’arcangelo Gabriele (a sinistra) e della Vergine rappresentati nell’istante in cui l’angelo porta a Maria la lieta Novella.

Le due figure incastonate nelle cornici sporgono per poter comunicare abbandonando cosi la collocazione canonica.

Infiniti sono gli straordinari dettagli che danno l’illusione di trovarsi davanti a un’opera tridimensionale, lo sfondo scuro sembra una lastra di marmo nero dove si specchiano le due “sculture”.

La luce, che proviene da una fonte esterna a destra, permette alla schiena , e soprattutto all’ala dell’angelo, di proiettare un’ombra sulla cornice, stessa cosa per la Vergine Maria che “oscura” lo stipite con l’ombra del proprio corpo e quella del libro che stava leggendo prima dell’apparizione celeste.

Van Eyck ha voluto svelare l’inganno visivo, dando cosi maggior dignità alla pittura, con la colomba che liberamente vola accanto alla giovane donna, cosa impossibile nella scultura in quanto la colomba stessa avrebbe avuto bisogno di un punto d’appoggio.

Un altro aspetto da sottolineare è la sfida che van Eyck  lancia alla pittura italiana sua contemporanea, mentre nel bel paese i dipinti vengono concepiti come finestre che fanno da confine tra ciò che sta al di qua e quello che viene rappresentato al di la, Van Eyck capovolge il concetto e permette ai protagonisti di varcare il confine avvicinando idealmente la rappresentazione e chi si appresta a osservarla.

Un’opera senza precedenti che a tutt’oggi riesce a meravigliare gli spettatori di tutto il mondo.

sabato 31 agosto 2019

La serenità artistica, Beato Angelico


Autore:   Beato Angelico (Guido di Pietro)
(Vicchio di Mugello, 1387 ca – Roma, 1455)

Titolo dell’opera: Annunciazione – 1441-43

Tecnica: Affresco

Dimensioni: 187 cm x 157 cm

Ubicazione attuale:  Museo San Marco, Firenze





L’armonia, il totale senso di pace, l'ordine e la calma vengono interrotti dalla presenza sulla sinistra di san Pietro martire, la figura del santo è inserita per incoraggiare gli osservatori alla preghiera e alla contemplazione dell’avvenimento.

La figura dell’Arcangelo, rappresentato nell’istante in cui annuncia a Maria il concepimento del figlio di Dio, è predominante, le grandi ali, dipinte con elegante maestria, rendono imponente la figura angelica che si rivolge alla Vergine non senza un lieve tentennamento.

Di fronte all’Arcangelo Gabriele troviamo quella che è concettualmente la protagonista del dipinto, Maria con estrema umiltà è inginocchiata chinando il capo in segno di accettazione, sa che l'incarico è gravoso ma è conscia della grandezza del compito.

L’ambiente, austero ma al contempo assoluto, rimanda al porticato di un monastero e mette in luce gli sviluppi, in particolare prospettici, dell’arte del tempo, anni in cui la pittura fiorentina stava dando una svolta fondamentale alla visione e interpretazione dell’arte.

Il pittore toscano realizza questo affresco per il monastero di San Marco dove egli stesso viveva (divenne monaco domenicano intorno al 1407) deve il suo soprannome alla capacità di far emergere il lato mistico dalle sue “creazioni”.