"Pulenta e galena fregia" è forse il brano più ”dolcemente
malinconico” di Davide Van de Sfroos, il racconto del giorno dopo la festa (polenta
e gallina fredda è il pasto di Santo Stefano dove si mangiavano i resti del
pranzo di Natale).
Davide descrive il senso di
solitudine ma nello stesso tempo di pace e tranquillità, il momento in cui
ognuno fa i conti con se stesso, con il proprio passato e i propri “fantasmi”,
all’indomani del giorno di festa, dove tutto è condiviso.
Lo fa con una poetica
meravigliosa che rende al meglio nella lingua originale (il dialetto “laghee”, lingua delle zone del lago di Como), in italiano perde un po’ del senso intimo
del racconto, nella traduzione si perdono a volte le combinazioni in rima
presenti nella versione originale.
Bella e perfettamente cucita
addosso al testo la musica, un folk dalle sfumature irlandesi vero marchio di
fabbrica di Van de Sfroos.
Non mi resta che invitarvi
ad ascoltare il brano con l’augurio che possiate vivere le stesse mie emozioni.
A seguire il testo in
italiano e il video con il brano originale.
Polenta e gallina fredda
e un fantasma sulla veranda
barbera come petrolio
e anche la luna mi sembra che sbandi...
sedia che fa rumore
e bocca aperta che non dice niente,
solo la radio graffia l'aria
e i pensieri fanno un gran casino ...
Non è vero che nel silenzio
dorme solo la malinconia,
non è vero che un toscanello
non è capace di fare una poesia,
in questa stanza senza orologi
balla la fata e balla la strega
in questo posto senza la luce
che dice tutto è solo l'ombra ...
Ascolta il vento che picchia alla porta
ha in testa una nuvola e in braccio una borsa
dice che ha dentro un bel regalo
mi sa che è il solito temporale ...
Ascolta gli spiriti e ascolta i folletti
che si arrampicano sul muro e saltano fuori dai cassetti
hanno i vestiti di quand'ero piccolo
vanno e vengono con il bicchiere del vino ...
E la candela non sta mai ferma
si muove come la memoria
e anche il ragno sulla balaustra
ricama il quadro della sua storia
la ragnatela dei miei pensieri
prende tutto quello che arriva qua
ma tante volte ha troppi buchi
ed è tutta da rammendare ...
La finestra sbatte le ali,
ma lo sa che non può andar via
e le stelle hanno la faccia lucida
come gli occhi della nostalgia
in questa stanza senza nessuno,
guardo lontano e mi vedo in faccia
in questa stanza di un altro tempo,
i miei fantasmi lasciano la traccia ...