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martedì 30 maggio 2023

[aforismi musicali] Le linee della vita

"… la linea orizzontale ci spinge verso la materia, quella verticale verso lo spirito ..."


(Inneres auge – F. Battiato)


Piet Mondrian - Composition No. III (with Red, Blue, Yellow, and Black) (1929) – olio su tela cm 50 x 50,2 – Collezione privata


Questa frase è l’essenza Inneres auge, brano che Battiato pubblica nel 2009 inserito nell’album “Inneres auge – Il tutto è più della somma delle due parti”.

L’occhio interiore, l’assoluto invisibile che va oltre la somma del tutto tangibile.

Ottant’anni prima Piet Mondrian realizza Composition No. III, lo stesso pensiero da vita ad un dipinto e, quasi un secolo dopo, ad una canzone, a dimostrazione che determinate ricerche, certi percorsi, non nascono per caso e senza un preventivo viaggio interiore alla ricerca di qualcosa di più elevato.

Il pittore olandese, che riteneva blasfema ogni diagonale, riteneva che l'assoluto era composto da linee vorticali e orizzontali, l'azzardato accostamento che faccio tra Mondrian e Battiato è una mia personale visione ma è innegabile che il fine sia lo stesso.


sabato 19 maggio 2018

La strada del pensiero evolutivo, Piet Mondrian

L’evoluzione della pittura , il riflesso della trasformazione del pensiero più profondo.

Mondrian mostra con questa serie di “alberi” una crescita stilistica, una costruzione concettuale che spinge ad andare oltre i propri limiti, oltre a cercare di superare quelli naturali, o almeno quelli che ci sembrano tali.

Da un semplice, apparentemente, ritratto della naturale visione degli alberi Mondrian “crea” un percorso che si apre a nuove interpretazioni, una visione più intima dello spirito che circonda ciò che normalmente vediamo.
La strada si fa sempre più personale, meno riconoscibile in quanto legata all’inconscio, la direzione porta ad un tentativo di eliminare il “reale” lasciando il posto ad una sfumatura astratta.
L’albero come sintesi di un percorso interiore dove la realtà lascia spazio all’immaginazione, dove le forme prendono il posto della luce, dove ciò che conosciamo si trasforma nell’immaginato.

(nell'immagine in alto: Albero rosso, 1909-10. Olio su tela  70 x 99 cm. Gemeentemuseum, l'Aia)



L'albero grigio, 1911. Olio su tela 78,5 x 107,5 cm.  Gemeentemuseum, L'Aja,



Melo in fiore, circa 1912. Olio su tela 78×106 cm. Gemeentemuseum L’Aia


Alberi in fiore 1920, Olio su tela 60x85 cm.  Judit Rothscild Foundation, New York


domenica 9 ottobre 2016

L'ordine dell'universo, Piet Mondrian.


Autore:   Piet (Pieter Cornelis) Mondrian

Titolo dell’opera: Composizione – 1929

Tecnica: Olio su tela

Dimensioni: 45 cm x 45 cm

Ubicazione attuale:  Solomon R. Guggenheim Museum, New York.
 
 
 
 
 

Una griglia, all’apparenza semplicemente lineare, viene parzialmente riempita da alcuni colori, il rosso appare più presente degli altri colori.
Il pittore olandese mette al bando le convenzioni artistiche che volgevano verso lo spazio tridimensionale e le linee curve.
I suoi dipinti sono una semplice costruzione fatta di linee rette e l’utilizzo prevalente dei colori primari, creando delle figure geometriche (quadrati e rettangoli) distribuiti in modo da dare all’opera un senso di equilibrio.
L’obbiettivo era quello di ricreare le semplici regole che riflettono l’essenza dell’origine dell’universo, con un’espansione simultanea verso i quattro punti cardinali.
I primi lavori lasciavano grande spazio alle aree neutre, infatti le aree bianche prevalgono su quelle colorate.
Nel 1939 lascia il paese natale e si trasferisce a Londra ma i bombardamenti, dovuti alla seconda guerra mondiale, distruggono lo studio appena aperto nella capitale britannica.
Due anni più tardi decide di trasferirsi negli Stati Uniti ed è proprio  nel paese d’oltre atlantico che la sua arte prende una strada più “colorata”, infatti pur mantenendo nei suoi quadri la struttura lineare riempie maggiormente i riquadri con sfumature cromatiche più intense, specchio dei ritmi e delle abitudini del paese nord americano.