"… la linea orizzontale ci spinge verso la materia, quella verticale verso lo spirito ..."
(Inneres auge – F. Battiato)
![]() |
Piet Mondrian - Composition No. III (with Red, Blue, Yellow, and Black) (1929) – olio su tela cm 50 x 50,2 – Collezione privata
Questa frase è l’essenza Inneres auge, brano che Battiato pubblica nel 2009 inserito nell’album “Inneres auge – Il tutto è più della somma delle due parti”.
L’occhio interiore, l’assoluto
invisibile che va oltre la somma del tutto tangibile.
Ottant’anni prima Piet
Mondrian realizza Composition No. III,
lo stesso pensiero da vita ad un dipinto e, quasi un secolo dopo, ad una
canzone, a dimostrazione che determinate ricerche, certi percorsi, non nascono
per caso e senza un preventivo viaggio interiore alla ricerca di qualcosa di
più elevato.
Il pittore olandese, che riteneva blasfema ogni diagonale, riteneva che l'assoluto era composto da linee vorticali e orizzontali, l'azzardato accostamento che faccio tra Mondrian e Battiato è una mia personale visione ma è innegabile che il fine sia lo stesso.