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sabato 27 luglio 2019

Il critico d'arte e la malafede, Raoul Hausmann


Autore:   Raoul Hausmann
(Vienna, 1886 – Limoges, 1971)

Titolo dell’opera: Il critico d’arte – 1919-20

Tecnica: Fotomontaggio

Dimensioni: 31,5 cm x 25,5 cm

Ubicazione attuale:  Tate Gallery, London






Una matita nella mano destra, una banconota che spunta dal colletto della giacca, una scarpa incollata in fronte da cui escono alcune monete.

L’opinione di Hausmann sui critici d’arte è quantomeno polemica, gli occhi vengono coperti da disegni che ne mostrano le fattezze ma che in pratica ne impediscono l’uso, la bocca è disegnata e ne fuoriesce una lingua appuntita.

I simboli che l’artista viennese utilizza sono tutt’altro che nascosti, il critico d’arte è visto come colui che utilizza la penna come si impugna una spada, la scrittura per combattere più che per comprendere.

Gli occhi coperti gli impediscono di “vedere” la realtà e la banconota e le monete fanno capire che tutto quello che dice o scrive non è espresso liberamente ma che ha un fondo mercenario.

Il critico d’arte dovrebbe guidare il pubblico verso una ricerca del senso critico, al contrario spesso si limita a stroncare o a esaltare  in base a pressioni o a interessi personali.

Come sempre è il tempo che ci dirà qual è il critico che mette l’arte sopra tutto e chi invece calpesta l’arte stessa inseguendo altre finalità.