Autore: Robert Lindneux
Titolo dell’opera: Trailo f tears – 1942
Ubicazione attuale: Woolaroc Museum, Bartlesville
“Siamo stati costretti a bere l’amaro calice dell’umiliazione
… la nostra patria e le tombe dei nostri padri ci sono state strappate …
contempliamo un futuro in cui i nostri discendenti saranno forse estinti”.
(John Ross, capo del popolo Cherokee)
Il dramma del popolo Cherokee e di tutti i nativi
americani è riassunto in questo dipinto, Lindneux “racconta” la terribile
marcia conosciuta come “Il sentiero delle lacrime”, la deportazione delle
popolazioni locali ad opera dei coloni europei.
Dal 1831 al 1838 decine di migliaia di indigeni (oltre ai
Cherokee anche Chickasaw, Choctaw, Creek e Seminole) furono trasferiti in
riserve-ghetto assegnate loro dai bianchi. Centinaia di miglia esposti a ad
ogni tipo di pericolo, dalle intemperie alla malattia, scarsità di viveri e
attacchi di banditi.
La tragedia si consumava ad ogni passo, i soldati
spingevano la carovana ad avanzare senza curarsi di chi rimaneva indietro,
morti inclusi lasciati senza sepoltura. All’arrivo invece della fertile e
accogliente terra promessa dal governo americano, trovarono territori
inospitali dove era quasi impossibile sopravvivere.
Lindneux dipinge la scena con drammaticità, i colori
vivaci dei vestiti dei deportati si contrappongono al cielo cupo, foriero di
sventura, l’incedere sofferente ma dignitoso delle donne e dei bambini
evidenzia da una parte la grande forza morale di questi popoli e dall’altra il
cinismo e la vergognosa brama di potere dei colonizzatori bianchi.
Osservando questo quadro si ha la sensazione che, pur tra
grandi sofferenze, i nativi coltivassero la speranza che le promesse potessero
essere mantenute, il sorriso di qualche bambino denota un barlume di speranza
per il futuro, cosa che purtroppo non si è avverata, rimane la triste
constatazione del delirio dell’uomo, della follia dell’umanità che divora se
stessa.