Abbiamo chiesto a Franklin di raccontarci quegli storici eventi di cui fu testimone e di cosa significano per lui oggi.
ALEXA KEEFE: L'immagine dell'uomo di fronte ai carri armati fu scattata il giorno dopo la massiccia reazione dell'esercito, durante la quale un numero imprecisato di manifestanti furono uccisi e feriti. Cosa provavi in quei momenti?
STUART FRANKLIN: Soprattutto un gran senso di impotenza. Quello che avrei davvero voluto fare sarebbe stato uscire dall'albergo e andare negli ospedali per avere le dimensioni di quello che era successo la sera prima. Il fatto di non poter lasciare l'albergo era estremamente frustrante.
Nella mia mente avevo ancora le immagini incancellabili dei civili cechi davanti ai carri armati sovietici che entravano a Praga nel 1968. Ma io non ero lì davanti, stavo guardando da un balcone attraverso un potente teleobiettivo.
Quello che ha reso quell'immagine così celebre e simbolica non sono le mie capacità come fotografo, ma il filmato televisivo che fece il giro del mondo: quell'uomo stava quasi ballando davanti al mezzo corazzato, e fu questo a catturare l'immaginazione collettiva. La fotografia che io e pochi altri riuscimmo a scattare fu una specie di souvenir - una sorta di fermo immagine - di quel filmato.”
( testo: National Geographic . it )