Autore: Scuola italiana
Titolo
dell’opera: Paesaggio con abbeveratoio e viandanti - prima metà
del XIV secolo
Tecnica: Olio su tela
Dimensioni:
35 cm x 61 cm
Ubicazione attuale: Pinacoteca G. Bellini, Sarnico.
Ignoto l’autore e
la possibile scuola di cui faceva parte o a cui si sia ispirato, da accurate osservazioni
si può ipotizzare un’influenza stilistica di Guardi e dei suoi capricci, tanto
apprezzati da essere copiati e rivisitati in
tutto l’ottocento.
Enigmatico e cupo,
questo dipinto si presta a molteplici interpretazioni, il titolo, che sottolinea
la presenza di un abbeveratoio spinge alla rappresentazione di un paesaggio
rurale.
La struttura
classica della fontana ricorda scene fuori dal tempo, le fronde degli alberi e
la cromia del cielo danno un forte senso
di movimento, come se, da un momento all’altro, possa accadere qualcosa di
importante.
A rasserenare,
anche solo parzialmente, l’insieme ci sono le tre figure che avanzano verso la
fonte e lo stagno in primo piano, l’andatura apparentemente tranquilla mette in
ombra i timori di una possibile tempesta ma non cancella definitivamente un
senso si vaga inquietudine.
Interessante la
luce sullo sfondo che illumina le colline azzurre, la luce proveniente da
sinistra si spezza per dare un ultimo “saluto” ai due viandanti prossimi alla
fontana.
E’ proprio questo
stacco deciso che rende la scena in primo piano carica di ansia e timori.