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venerdì 11 dicembre 2015

Breve descrizione dei movimenti artistici, Op Art.


Movimento di arte astratta nato negli anni sessanta, strettamente legato al costruttivismo e soprattutto all’arte cinetica.

La Op Art (termine abbreviato che sta per Optical Art) si concentra sullo studio dell’illusione della bidimensionalità.

Agli inizi vi era l’esclusivo utilizzo del bianco e nero, ma con il tempo la Op Art comincia a “lavorare" con i colori, con l’unico scopo di dare all’osservatore un’immediata sensazione di movimento, immagini che, seppur statiche, diano l’impressione di continuo mutamento.

L’instabilità della percezione visiva viene continuamente stimolata con un gioco di forme, al punto che le opere sembrano pulsare e cambiare forma continuamente.

Queste creazioni vengono realizzate attraverso linee inserite in griglie modulari con strutture diverse, affiancate da particolari astratti e con l’inserimento opportuno di varie sfumature di colore, un insieme che provoca l’illusione ottica del movimento.

Su tutti ricordiamo due artisti fondamentali per questa corrente: Riley e Vasarely (nelle immagini due esempi, entrambi di Vasarley, nella prima una scultura più vicina all’arte cinetica, nella seconda, "Occhio in movimento", decisamente più OP Art).

(Alcune nozioni del testo sono tratte da : The art book)