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giovedì 16 febbraio 2017

Il libro ci svela che tutto è possibile, Vincenzo Agnetti.






Nel 1969 Vincenzo Agnetti da vita alla prima versione di quella che possiamo considerare la sua opera più nota “Libro dimenticato a memoria”.


Il volume di grandi dimensioni (70x50 cm) è composto da una copertina in tessuto ed è correlato da due nastri segnalibro.


Ma sono le pagine che orientano il pensiero o il messaggio di Agnetti, i fogli sono bianchi, o per meglio dire la parte che normalmente è dedicata alla parola è assente, è stata asportata e al suo posto troviamo uno spazio vuoto.


Non si tratta di una forma di censura anzi, lo spazio e la profondità ci mostrano il luogo ideale, il posto dove possiamo vedere, creare e ipotizzare qualsiasi cosa, un luogo dove tutto è possibile, dove si affaccia l’infinito.


In quello spazio siamo messi nella condizione di immaginare e di dimenticare allo stesso tempo, dove la memoria è dimenticabile, dove il passato viene lasciato alle spalle, il presente c’è per un istante e poi svanisce, dove il futuro possiamo immaginarcelo o costruircelo senza alcun limite di spazio e di tempo.