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sabato 20 marzo 2021

Il cammino verso l'eternità, Gaetano Previati

Autore:   Gaetano Previati

(Ferrara, 1852 – Lavagna, 1920)

Titolo dell’opera: Via Crucis (14 opere) 1901-02

Tecnica: Olio su tela

Dimensioni: 121 cm x 107 cm ciascuna 

                       Ubicazione attuale:  Musei Vaticani, Città del Vaticano    


I stazione - Gesù coronato di spine

La Via Crucis di Gaetano Previati nasce dall’immedesimazione del pittore non la passione di Cristo, il pittore ferrarese infatti, secondo fonti autorevoli, si fece costruire una croce che caricava su di sé ogni qualvolta l’ispirazione veniva meno.

Influenzato dal movimento “scapigliato” Previati modifica, trasforma continuamente il proprio stile, la propria tecnica, portandola a quello che noi conosciamo come il “divisionismo”.

In questa serie dedicata alla salita al Calvario Previati concentra una limitata gamma cromatica dove spicca il rosso della tunica, le pennellate filanti e corpose trasmettono tutta la sofferenza del Cristo e mettono in luce la miseria umana.

La figura di Gesù non è mai rappresentata in modo “limpido”, realistico, ma è l’unica riconoscibile, le altre persone che, scorrendo la sequenza narrativa, appaiono sulla scena sono poco più che delle ombre, quasi delle maschere che non lasciano trasparire le emozioni pur garantendo all’osservatore la sensazione di sofferenza e angoscia.

Basta infatti la prima tela per comprendere quale forza emani dai dipinti, Gesù con gli occhi chiusi in attesa che il destino si compia mantiene quella calma che solo uno spirito divino può provare, le cinque figure che si affacciano dal colonnato sono solo l’ombra di sé stesse annientate dal dolore, grande protagonista di questa serie di dipinti.

Scorrendo i vari passaggi entriamo in un mondo dove la fioca e malinconica luce del tramonto illumina il cammino.

Solo negli ultimi quattro “episodi”, con la spogliazione scompare il profondo e opprimente manto rosso, la scena cambia l’aspetto cromatico, si schiarisce e, nonostante siamo davanti al momento più amaro, ci conduce all’esito finale, un richiamo all’imminente resurrezione.


II stazione - Gesù Caricato della croce

III stazione - Gesù cade per la prima volta

IV stazione - Incontro con Maria Vergine

V stazione - Cireneo

VI stazione - La Veronica

VII stazione - Gesù cade per la seconda volta

VIII stazione - Incontro con le pie donne


IX stazione - Gesù cade per la terza volta

X stazione - Gesù spogliato

XI stazione - Gesù inchiodato

XII stazione - La crocifissione

XIII stazione - La deposizione

XIV Stazione - La sepoltura

sabato 2 giugno 2018

Il mito romantico, Gaetano Previati.


Autore:   Gaetano Previati
(Ferrara, 1852 - Lavagna, 1920) 

Titolo dell’opera: Morte di Paolo e Francesca – 1887


Tecnica: Olio su tela


Dimensioni: 98 cm x 227 cm


Ubicazione attuale:  Accademia Carrara, Bergamo.






Paolo e Francesca, la nota vicenda degli sfortunati amanti entrati a far parte dell’immortalità letteraria grazie al V canto della “commedia” di Dante Alighieri, viene ripresa ripetutamente dalla pittura, in particolare è presente nella vena romantica dell’ottocento.

Preiviati ne da una visione drammatica, una scena quasi teatrale che diventa angosciante grazie alla “chiusura” dell’immagine dove i due giovani sono raffigurati, appoggiati al letto, trafitti dalla medesima arma, i protagonisti  riempiono il quadro quasi completamente rendendo impossibile per lo spettatore qualsiasi distrazione. Questo rende il tutto terribilmente opprimente ed esalta l’intensità tragica dell’evento.

Spiccano i contrasti cromatici che fanno risaltare le figure di Paolo e Francesca, il bianco e il nero dei vestiti di lui si completano con l’elegante abito della donna, ma sono i rossi capelli riversi sul letto il vero punto focale del dipinto.

I ricami del copriletto fanno da sfondo ad un’opera che racconta con estremo realismo una vicenda che, tra la storia e la leggenda, è entrata nell’immaginario popolare.