Autore: Dora Maar
(Tours, 1907 – Parigi,
1997)
Titolo
dell’opera: Senza titolo – 1934
Tecnica: Fotomontaggio,
stampa alla gelatina d’argento
Ubicazione attuale: Musée National d'Art Moderne, Centre Pompidou, Parigi
Surreale nell’animo artistico, fin troppo “reale” nella sua sottomissione
al “minotauro”, artista di grande talento che viene ricordata solo come
modella, musa e amante di Picasso che, ne assorbe l’energia per poi
accantonarla in un angolo.
La sua storia con il pittore spagnolo le ha sottratto l’intensità
artistica che aveva espresso fino a quel momento, non sappiamo quale strada
avrebbe preso se non avesse incontrato Picasso ma possiamo immaginare che senza
lo “svuotamento” dovuto alla relazione e successivamente all’abbandono con
l’artista catalano staremmo parlando di un’altra Dora Maar … o forse no.
A quantificare l'esaurimento delle energie, artistiche e
psicofisiche, dovute a tutto questo basta una sua frase: “Io non sono
stata l’amante di Picasso, lui era soltanto il mio padrone”.
Dora Maar incontrerà Picasso l’anno successivo alla
realizzazione di quest’opera, ma conoscendo ciò che è successo viene spontaneo
parlare di premonizione o della consapevolezza della propria essenza, avesse
realizzato questo lavoro più tardi diremmo che ci ha lasciato un testamento spirituale
e un resoconto di una vita.
La fotografia “blocca” l’istante rendendo la realtà irreale, ma può anche
regalare un’oggettiva tangibilità a ciò che fondamentalmente reale non è.
L'illusione spesso si confonde con ciò che è reale, spesso l'artista, ma
anche lo spettatore, cercano e trovano solo ciò che desiderano fosse vero
nascondendo inconsciamente quella verità che si vuole accantonare.