Pagine

martedì 10 febbraio 2026

E luce sia.

A nove anni dalla personale di Venezia, alla Peggy Guggenheim Collection, ciò che resta di Tobey è la meraviglia che proviamo davanti alle sue  “scritture bianche” ma anche all’oblio a cui sembra relegato.

Mark Tobey - Threading-Light, 1942 – Tempera su tavola cm 74,5 x 50,1 - MOMA (Museum of Modern Art) New York


Il pittore americano non è meno importante di molti suoi compatrioti che hanno scritto la storia dell’arte del novecento ma non ha goduto della medesima fama.

Non che l’essere conosciuto ai più sia fondamentale per lasciare una traccia indelebile per lo sviluppo della pittura ma penso che i meriti vadano riconosciuti.

Precorritore, o pioniere se preferite, dell’espressionismo astratto, si differenzia dall’artista simbolo di questa corrente, Pollock, per l’approccio emotivo opposto, se l’artista, icona del dripping, agisce con frenesia e senza un apparente “disegno”, Tobey fa correre il pennello con la mente, ogni movimento sembra ponderato, nulla è istintivo, tutto emerge da concetti profondi.

Lo studio del buddismo Zen lo porta ad una meditazione artistica profonda, l’approccio, che lo condusse ad una certa padronanza dell’arte giapponese lo porta a camminare su un sentiero lontano da quello dei membri della celebre “New York School”, ideale che rifiutò sistematicamente ma che deve la sua genesi proprio a Tobey.

Cos’è che, davanti ad un reticolo apparentemente disordinato di linee, ci fa pensare ad un concetto di tranquillità, di pace interiore?

La conoscenza dell’opera e del suo autore, dinnanzi a questa tavola la nostra reazione è soggettiva, lo stato d’animo di chi osserva è fondamentale per una lettura superficiale, se invece approfondiamo quello che abbiamo di fronte …

7 commenti:

  1. Ammetto che non conoscevo minimamente questo artista. Molto bello (per me). Questa fusione tra dinamismo delle linee e quasi fissità delle figure, mescolate, ma al tempo stesso divise. Chissà, magari è (anche) questo ad infondere pace invece che ansia e turbamento.
    Ti lascio un grosso grazie per le tue sempre interessanti proposte.
    Un abbraccio

    RispondiElimina
    Risposte
    1. La pittura astratta ci permette "viaggi" che quella figurativa non consente, lo stato d'animo di chi osserva influisce sulla visione, quelle linee che danno, a qualcuno, un senso di pace, ad altri possono suscitare inquietudine, è la cosa che amo di più dell'arte.
      Grazie a te per la partecipazione alla discussione, mi fa molto piacere offrire cose nuove.
      Un abbraccio a te Alberto, buona giornata.

      Elimina
  2. Solo io ci scorgo una Madonna al centro in alto? Magari no.. ma è anche giusto che ognuno "legga" con le proprie esperienze e le sensibilità del momento.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Franco, la Madonna la vedi solo tu? forse si, forse no, magari la Madonna è presente ma non tutti riescono a percepirla.
      Mi riallaccio allo stato d'animo di chi guarda l'opera, il nostro inconscio ci indica un percorso e noi lo seguiamo, difficile definire con certezza quello che vediamo, ciò che conta è cogliere le "visioni" e farle nostre.
      Grazie, buona giornata.

      Elimina
    2. Ora comprendo, quella che tu vedi è la tua Madonna ... un abbraccio.

      Elimina
  3. Sai che non lo ricordavo? Poi ho fatto una breve ricerca e ho capito di chi si tratta. Grazie perché non ho mai approfondito questo artista. Abbraccio Romualdo!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Pia carissima, lieto che ti abbia suscitato curiosità, spesso ignoriamo, o "accantoniamo", un artista ma basta che qualcuno lo accenni ed ecco scattare il desiderio di approfondire. Ma quanto è bello scoprire cose nuove?
      Grazie a te, un abbraccio.

      Elimina

Se vi va di lasciare un commento siete i benvenuti, i commenti contenenti link esterni non verranno pubblicati.
I commenti anonimi sono impersonali, conoscere il nome di chi lascia il proprio pensiero facilita il confronto, grazie.