martedì 10 gennaio 2017

Veduta delle cascate del serio, A. A. M. Marenzi.


Autore:   Andrea Antonio Maria Marenzi

Titolo dell’opera: Veduta delle cascate del Serio– 1886

Tecnica: Olio su tela

Dimensioni: 131 cm x 107 cm

Ubicazione attuale:  Accademia Carrara, Bergamo.




La maestosità della natura che sovrasta la "piccolezza" dell’uomo.

Il pensiero caro al movimento “romantico” si trasmette a questa magnifica opera, dove la grandezza della natura è ritratta in modo esemplare.

Marenzi raffigura l’imperiosa cascata, la più grande d’Italia, inserita nel paesaggio del suo tempo.

Difficile dire cosa ci impressiona di più, se l’imponente montagna dalle cui pendici si getta il fiume Serio con il suo spettacolare salto o le quasi invisibili figure, pastori e il bestiame al pascolo, che compaiono in primo piano e a destra ai margini del dipinto.

Forse è l’insieme che ci ipnotizza, la bellezza del paesaggio, la morbidezza delle forme e la delicatezza dei colori. Nonostante il soggetto protagonista sia il fiume che con grande impeto si getta dalla rupe in un turbinio di vapore e forza estrema, la sensazione che prova l’osservatore è di prevalente pace e serenità.

La grandezza del luogo nel suo essere naturale non intimorisce i minuscoli pastori che rispettando il “mondo” che li circonda sanno di non correre alcun pericolo, anzi entrando in sintonia con l’ambiente ne diventano parte integrante al punto di poterlo considerare il completamento di se stessi.

8 commenti:

  1. Caro Romualdo, veramente un'opera bellissima, grazie di averla condivisa!
    Ciao e buona serata caro amico con un forte abbraccio e un sorriso:-)
    Tomaso

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Carissimo Tomaso, è veramente un'opera impressionante e ti garantisco che quest'immagine non riesce a trasmettere le forti emozioni che si provano dal vivo.
      Grazie per le tue piacevoli visite.
      Buona serata, a presto.

      Elimina
  2. Ecco il Romanticismo.
    Bellissima quest'opera. Non conosco Marenzi ma mi ricorda molto Friedrich. Ciao Romualdo.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Pia, Friedrich forse "utilizzava" toni più cupi, quasi che l'introspezione dell'animo umano lasciasse molte più ombre, Marenzi, in questo dipinto, appare più solare, esprime una grande serenità d'animo.
      Grazie, buona giornata.

      Elimina
    2. Romualdo stavolta dissento. Non sempre in Friedrich i toni sono cupi, anzi a volte sono estremamente luminosi ed alcuni anche sereni. Come quelli che mostrano la sua famiglia.
      Abbraccio grande!

      Elimina
    3. E fai bene a dissentire, in linea di massima posso essere d'accordo ma mi riferisco a molte delle tele più famose da "Il viandante ..." a "Abbazia nel querceto" passando per i paesaggi invernali.
      Sono soprattutto i paesaggi dove la natura è nettamente "superiore" all'uomo che vedono Friedrich raccontare con toni cupi il disagio interiore dell'uomo.
      Questo non esclude, e fai bene a sottolinearlo, che abbia dipinto molte opere immergendo i protagonisti in un "mare" di luce un esempio è " The Summer".
      Grazie per la precisazione, piccole discussioni che impreziosiscono il racconto del dipinto.
      Felice serata.

      Elimina
  3. Risposte
    1. Ciao Marina, grazie, l'immensità della serenità.
      Buon fine settimana, ciao.

      Elimina