martedì 24 gennaio 2017

Il duplice volto della Vergine delle Rocce, Leonardo da Vinci.

"Vergine delle rocce" 1483-1486
olio su tavola trasportato su tela cm 199x120
Musée du Louvre, Paris
 
"Vergine delle rocce" 1495-1508 ca.
olio su tavola cm 189,5x120
The National Gallery, London


Duplice rappresentazione di una delle più grandi opere nella storia della pittura, icona artistica assoluta.

La prima versione, quella custodita al Louvre è “costruita” su precise indicazioni dei committenti ma Leonardo ne fa una versione un po’ più personale inserendo alcune varianti che non furono particolarmente apprezzate.

Nella versione successiva vi è un cambio di rotta, non è più San Giovannino (indicato dall’angelo nel primo dipinto) il protagonista dell’opera ma è Gesù Bambino, come conseguenza logica, che prende il sopravvento.

Al piccolo Giovanni viene affiancata la croce, simbolo del ruolo fondamentale come precursore che annuncia il sacrificio di Cristo, mentre Gesù appare più autoritario, più consapevole della propria condizione.

Moltissimi i particolari che spiccano nelle due opere, dall’intensità dei volti, in particolare l’angelo nel secondo dipinto, ai fiori in primo piano che rimandano alla pittura fiamminga.

In entrambe le opere risalta la delicata ed elegante figura di Maria.
Resta immutato per entrambi i quadri il fascino dello sfondo che ha aperto infinite discussioni su quale luogo, italiano o meno, abbia ispirato il pittore toscano.

La profondità quasi infinita che ci appare attraverso il pertugio in alto a sinistra è uno dei tanti particolari che rendono queste opere assolutamente uniche.

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