venerdì 29 luglio 2016

Glossario dei termini tecnici, Figurativo.


Qualsiasi prodotto artistico che presenti immagini riconoscibili del mondo esterno.

Tali immagini possono essere accuratamente fedeli all’originale (ad es. Richard Estes, nella prima immagine: Gordons’gin) o fortemente distorte (Georges Braque, nella seconda immagine: Violino e candeliere)

(Fonte : The art book)

lunedì 25 luglio 2016

Magia e poesia nel ricordo dei momenti felici, Marc Chagall.


Autore:   Marc Chagall

Titolo dell’opera: Le luci del matrimonio – 1945

Tecnica: Olio su tela

Dimensioni: 123 cm x 120 cm

Ubicazione attuale:  Kunsthaus, Zurigo.
 
 

La morte della moglie Bella, nel 1944, lascia Chagall in uno sconforto tanto doloroso da toglierli il pur minimo desiderio di dipingere. Per un anno intero non mette mano a colori e pennelli.

Il tempo lentamente concede al pittore bielorusso la forza di riprendere  a “creare”, e nel 1945 realizza quello che è uno dei suoi più riusciti capolavori.

Un omaggio evidente al libro di memorie scritto dalla compagna, Lumières allumées, e interpretato con estrema grazia e poesia, si notano i temi cari a Chagall, temi che hanno accompagnato costantemente il lavoro del pittore di Vitebsk: la donna amata, la musica, la presenza di creature “fantastiche”, tutto vissuto nel sogno e nel ricordo.

Il dipinto è caratterizzato da due distinte visuali, è la luce a dividere la scena, a destra scorgiamo la città natale del pittore, sotto un baldacchino due giovani sposi iniziano il cammino della vita insieme. A precederli un suonatore di violoncello ed un violinista.

La parte sinistra dell’opera è essa stessa parte del momento di gioia degli sposi ma rappresenta l’inconscio, il lato spirituale del momento.

Dal poetico alone di blu vediamo emergere una fantastica creatura alata con la testa di capra (il colore giallo simboleggia il divino) che beve da una coppa il vino rappresentato con un intenso colore rosso sangue.

In basso un uccello, più probabilmente un gallo (simbolo di speranza) conduce sulle proprie spalle una coppia di innamorati. Anche qui spuntano dei musicisti, timidamente fa capolino un suonatore di tamburo che si sporge senza però lasciare le protettive ali della creatura.

In alto un flautista celeste inonda con la melodia il magico momento, mentre un lampadario con le candele accese illumina la strada ai novelli sposi e da vita alla magia del tramonto alle spalle del centro abitato.

giovedì 21 luglio 2016

Lentamente muore, Martha Medeiros.


«Ognuno abbia riconosciuto il proprio lavoro»
Con queste parole Martha Medeiros accoglie la notizia dell’assegnazione di questa poesia fino ad allora attribuita a Pablo Neruda.

Non diminuirà la stima che la Medeiros ha verso il poeta cileno, anzi, ma ci tiene a comunicare la propria soddisfazione nel veder riparato il torto.

La stampa e la critica osannano l’opera finché si pensava che l’autore fosse Neruda, poi cambiano parere, l’entusiasmo si spegne fino alla ridicola dichiarazione di alcuni giornali che definiscono la poesia “carta straccia” e “era impossibile che Neruda cadesse tanto in basso”.

Lasciamo ai propri deliri critica e stampa specializzata e concentriamoci sull’anima di questi “pensieri”.

Caspar David Friedrich - Woman Before the Rising Sun
La Madeiros ci racconta semplicemente cosa ci porta a non vivere, come l’assenza di azione, del desiderio del cambiamento, come la mancanza di sogni o anche soltanto il negarsi il piacere di fare ciò che ci piace, inducano ad una lenta discesa fino alla morte, spirituale prima ancora che fisica.
Ma lasciamo che siano i versi della poetessa brasiliana a condurci per mano in un mondo dove emerge la semplicità del saper vivere, e chissà che ognuno di noi sappia trarre le giuste indicazioni per un’esistenza più serena.






Lentamente muore


Lentamente muore
chi diventa schiavo dell’abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle “i”
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore
davanti all’errore e ai sentimenti.
Lentamente muore
chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita, di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica,
chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio,
chi non si lascia aiutare
chi passa i giorni a lamentarsi
della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore
chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto di respirare.
Soltanto l’ardente pazienza
porterà al raggiungimento
di una splendida felicità.

 
 

domenica 17 luglio 2016

Glossario dei termini tecnici. Collage, fotomontaggio.


Collage deriva dal francese coller, incollare, e indica l’applicazione su una superficie piana di ritagli di carta, stoffa o altri oggetti vari.

I cubisti furono i primi a dare al collage la dignità di tecnica artistica.

Il fotomontaggio applica gli stessi principi in campo fotografico e ha avuto un ruolo importante nel dadaismo e nel surrealismo, oltre che per artisti della Pop Art come R. Hamilton (nell'immagine ABCD)

(Fonte : The art book)

giovedì 14 luglio 2016

L'attenzione al particolare, Eugène Delacroix.



Volevo provare a porre l’attenzione, non su un dipinto, come vorrebbe la logica, ma su un particolare tratto da un’opera. Comprendo lo scetticismo di chi si trova a leggere queste righe, un quadro infatti va osservato ed interpretato nel suo insieme.

Mi capita, mentre osservo un dipinto, di concentrarmi su piccoli e, apparentemente insignificanti, particolari, e sovente riesco a “catturare” un mondo dentro all’universo artistico del quadro.

Così come riusciamo ad estrapolare una frase dal contesto di una poesia o dal testo di una canzone, così ho cercato di circoscrivere una scena all’interno di una più complessa rappresentazione.

L’opera in questione è il famosissimo dipinto di Eugene Delacroix “La libertà che guida il popolo. Luglio 1830”, un’allegoria della rivolta parigina conto l’assolutista regime di Carlo X.

A mezza altezza del dipinto (per intero) sulla destra, viene rappresentata la città nel pieno dei combattimenti, I palazzi sono ammantati dalla polvere e dal fumo, ai piedi delle case alcuni soldati sembrano voler intervenire senza però avere le idee chiare sul da farsi.

In primo piano rispetto alle costruzioni troviamo ciò che resta di una staccionata, un intricato ammasso di legname (su cui è dipinto il titolo dell’opera) che rappresenta l’abbattimento delle barriere economiche, politiche e sociali, innalzate a dividere il potere aristocratico dal popolo.

Ho voluto lasciare nel “ritaglio” la mano che impugna la pistola, il dipinto, visto nella sua interezza, ci dice che la pistola è impugnata da un giovane ragazzo (simbolo della nuova generazione che prende possesso del proprio destino), nel ritaglio la mano è assolutamente anonima e lascia ampi spazi ad un’interpretazione personale.

Capisco che questo mio tentativo è pura follia, ma è un invito ad osservare con grande attenzione gli angoli più remoti di un’opera d’arte, naturalmente i minuscoli particolari servono per avere una più ampia concezione del dipinto ma possono anche riservare delle sorprese, possono raccontarci squarci di vita che l’insieme non ci permette di svelare.

A seguire vi mostro l’opera di Delacroix nella sua forma originale.
F.V.E. Delacroix - La librtà che guida il popolo. Luglio 1830
Olio su tela cm. 259 x 325
Musée du Louvre, Parigi

 
 

domenica 10 luglio 2016

Fratelli in armi, Dire Straits.


"Brothers in Arms" è il brano che da il nome all'omonimo album registrato dai Dire Straits tra la fine del1984 e la primavera del 1985.
 
Con più di 30 milioni di copie è uno degli LP più venduti di sempre e segna il raggiungimento dell’apice della carriera del gruppo di Marck Knopfler. E’ inoltre uno dei primi ad essere registrato su CD, oltre alla consueta distribuzione in vinile.

Il brano che da il nome all’album non è quello che raggiunge il maggior successo, ma è forse quello più intenso e rappresentativo di un pensiero che accomuna la stragrande maggioranza di noi: il rifiuto della guerra.

Il testo non ha bisogno di ulteriori commenti, racconta gli istanti difficili e struggenti dei compagni d’armi, i fratelli in armi che loro malgrado sono costretti a partecipare alla follia dell'umanità.

Si tratta di una ballata dove la voce di Knopfler viene accompagnata dall’inimitabile suono della "Gibson Les Paul", (da cui Mark ne trae l'essenza) con assoli che tracciano una via malinconica nell’inferno della follia.

In sottofondo si sentono i “suoni” della battaglia, colonna sonora di un dramma che pare non avere via d’uscita.



 




mercoledì 6 luglio 2016

Breve descrizione dei movimenti artistici, Hudson River School.


Nasce attorno alla metà dell’ottocento, un movimento nato per raccontare il paesaggio americano che si fonde armonicamente con l’essere umano.


Frederic Edwin Churc - Heart of the Andes

Hudson River School, il nome nasce dal fatto che gli artisti appartenenti al gruppo dipingevano prevalentemente nella valle e sulle rive del fiume Hudson.

In seguito altri membri del movimento allargarono gli orizzonti e descrissero paesaggi di altre località.

David Johnson -Eagle Cliff
L’ideologia religiosa ha pesato non poco sulla concezione artistica del movimento, infatti i paesaggi evidenziano l’idea che la natura e il paesaggio fossero opera di Dio al servizio dell’uomo che convive con l’ambiente circostante con rispetto e armonia.

Innegabile la grande qualità degli artisti  della “River School”, si nota che nei paesaggi, oltre alla più che buona tecnica, è evidente una sensazione di grande emozione dove la poesia aleggia costantemente in ogni opera.

Ricordiamo solo alcuni artisti che hanno, nel tempo, aderito al gruppo: W. Hart, T. Cole, F. E. Churc, T. Hill. T. Moran, S. Gifford, D. Johnson.


sabato 2 luglio 2016

La musica a colori, Melissa McCracken.


«Fino a 15 anni ho pensato che tutti vedessero, nelle cose, i colori. Colori nei libri, colori nelle formule matematiche, colori ai concerti. Ma quando finalmente ho chiesto a mio fratello di che colore era la lettera C (giallo canarino) ho realizzato che la mia mente non era così normale come avevo pensato»
Melissa McCracken


La giovane artista percepisce il mondo circostante come un insieme di colori. Si tratta dei sintomi di un raro fenomeno neurologico noto come “sinestesia”, Melissa “vede” la musica e la dipinge.

Le opere che seguono sono il racconto musicale della McCracken, il titolo del dipinto corrisponde al brano in questione, il link vi indirizzerà al brano stesso, per poter “osservare” la musica con gli occhi di un’incredibile artista.
 
Pink Floyd - Shine On You Crazy Diamond

David Bowie – Life On Mars

 

Glass Animals – Flip


James Blake - Retrograde

Jimi Hendrix - Little Wing

John Lennon – Imagine

John Mayer – Gravity

Led Zeppelin – Since I’ve Been Loving You

Matthew Young - Magic

Nine Inch Nails - All The Love In The World

Prince – Joy In Repetition

Radiohead – Karma Police

Radiohead – Lucky

Smashing Pumpkins – Tonight, Tonight

Soulive – Interlude II

Stevie Wonder - Seems So Long
 

Airhead – Callow