martedì 18 ottobre 2016

Il pianto o la disperazione, Pablo Picasso.


Autore:   Pablo Picasso

Titolo dell’opera: Donna piangente – 1937

Tecnica: Olio su tela

Dimensioni: 61 cm x 50 cm

Ubicazione attuale:  Tate Gallery, London.





Il dolore straziante inciso sul volto della donna è espresso con estrema forza e intensità dalle pennellate decise e dai colori intensi.

I toni freddi, bianco e blu, che circondano la bocca, attirano immancabilmente l’attenzione dell’osservatore mentre gli occhi appaiono lontani quasi che l’insopportabile dolore riesca a spezzarne l’unione.

Quest’opera ci porta quasi inevitabilmente a Guernica, eseguita nello stesso anno, riflesso fedele dei terribili anni della guerra civile spagnola.

La figura femminile incarna l’estremo dolore di quel periodo, la perdita della speranza oltre a quella dei propri cari, in particolare i figli. Infatti la donna ci ricorda quanto può essere devastante la scomparsa di un figlio per una madre.

In questo quadro è presente l’idea cubista, creata dallo stesso Picasso e da Georges Braque, la “distorsione” dell’immagine che mostra l’emozione da angolazioni differenti nello stesso istante.

La struttura narrativa del dipinto trova il suo fulcro proprio al centro dove i denti sembrano stringere con forza l’oggetto  trattenuto dalla mano.

Gli occhi oltre ad allontanarsi tra di loro ci mostrano l’assenza delle pupille, o quantomeno la loro "esplosione", il segnale dell’assenza di vita, almeno come possiamo concepirla nei momenti felici.

 

10 commenti:

  1. Bellissimo. E grazie ai colori così caldi, non rende un senso negativo.

    Moz-

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    1. Ciao Moz, l'utilizzo dei colori caldi attenua in parte la tristezza, ma contribuisce a concentrare l'attenzione sulla zona centrale dove il "freddo" cromatico rende ancor più tragica la scena.
      La tua interpretazione sui colori e la conseguente negatività (o non negatività) è interessante.
      Grazie, a presto.

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    2. Io trovo che da una parte certi colori ispirino calore e quindi sì, in parte sensazioni accoglienti ma allo stesso tempo... ecco, sì, accolgono e quindi ti trascinano nella scena, gioiosa o crudele che sia.

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    3. Ciao Anna, io faccio fatica ad associare i colori caldi ad un qualcosa di positivo e quelli freddi alla negatività.
      Sono d'accordo con te quando sostieni che il "calore" cromatico cattura maggiormente lo sguardo immergendo chi osserva nell'opera stessa con più facilità.
      E' ovvio che il colore, il concetto, aggiunti allo stato d'animo dell'osservatore producano una lettura d'insieme personalissima.
      Grazie per il tuo commento, buon pomeriggio.

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  2. Bella ed essenziale spiegazione, ciao Romualdo!

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    1. Ciao Pia, ti ringrazio, propongo il mio punto di vista, mi piace l'idea che sia il punto di partenza per un'ulteriore "viaggio" nel dipinto.
      Buona giornata, a presto.

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  3. Conosco questo quadro, ma senza le tue dettagliate osservazioni non lo avrei apprezzato più di tanto pur amando Picasso e le sue varie metamorfosi artistiche...
    Grazie ancora una volta per la tua essenzialità amico mio..
    Serena notte, abbraccio affettuoso!

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    1. Ciao Nella, questo dipinto è ricordato come un ipotetico ritratto di Dora Maar, fotografa francese in quel periodo amante e musa di Picasso. Il pittore sostenne che si trattava di un ritratto della donna in quanto tale, "la donna è fatta per soffrire" diceva Picasso, in quanto ad essere d'accordo...
      Io ho voluto "raccontare" il dipinto per quello che mi trasmette, per come lo vivo, ho cercato di approfondirne la conoscenza, spersonalizzandolo, dando uno spunto a chi volesse intraprendere un differente percorso interpretativo.
      Grazie per il tuo intervento.
      Un abbraccio a te, buona giornata.

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    1. Ciao Marina, emozioni infinite e contrastanti come solo le grandi opere riescono a trasmettere.
      Buona giornata, a presto.

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