martedì 27 settembre 2016

L'arte contemporanea e il necessario contatto con il pubblico.


Wladyslaw Tatarkiewicz, storico della filosofia e ordinario di estetica, sosteneva che l’arte contemporanea permette agli osservatori di essere parte attiva dell’opera, l’artista non offre più il lavoro finito, comprensibile al primo sguardo, dobbiamo per forza chiederci cosa ci trasmette, qual è il significato.

James Mcgarrell - Trane
Chi si avvicina ad un lavoro “contemporaneo” viene assorbito da ciò che vede, entra a far parte di esso tramite l’interpretazione che ne fa, un contatto necessario per sviluppare un’affinità, senza la quale tutto può apparire sfocato, lontano e indistinto.

Insomma l’artista ci chiede di essere un segmento fondamentale nella costruzione concettuale dell’opera stessa.

L’artista americano di origini bulgare Christo ha esplicitamente ammesso che senza la presenza, fisica e “mentale” della gente le sue opere non hanno alcun valore, non hanno alcun senso.

Phillip K. Smith  - Reflection field
Ma è una prerogativa del contemporaneo o anche nell’arte “pre-moderna” veniva chiesto questo contributo?

E’ solamente l’astrattismo ad avere bisogno del pubblico o anche il semplice (all’apparenza) paesaggio, il ritratto e tutto ciò che è “realistico”, necessitano dell’interpretazione di chi osserva e ne trasmette la personale “lettura”?

6 commenti:

  1. Caro Romualdo,
    Quanti post meravigliosi ho perso in questo frangente di tempo trascorso, 😢spero di riuscire a rimediare e godermi tutto ciò che pubblichi...
    E si come dice l'autore di questo dipinto, nell'osservarlo bisogna avere immaginazione e tanta fantasia... 😊a me personalmente questi tipi di ritratti non piacciono.
    Buona serata Romualdo a presto.
    Antonella

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Antonella, ti ringrazio e spero di continuare a proporre opere e spunti interessanti.
      Il gusto personale non si discute anche se a volte può essere interessante approfondire la conoscenza dell'opera, si possono scoprire cose che normalmente non vediamo.
      Buona giornata, a presto.

      Elimina
  2. Bello questo invito alla "partecipazione attiva" di chi osserva un'opera d'arte! Grazie Romualdo per questo post molto interessante.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Gian Piera, una curiosità che ci porta a valutare le differenze nella "comunicazione" tra i vari periodi artistici.
      L'osservazione delle opere contemporanee necessita di un ulteriore contatto con le stesse per poterle comprendere al meglio.
      Ma si tratta di opinioni personali che possono trovare, o meno, conferma.
      Grazie, buona giornata.

      Elimina
  3. Una domanda interessante...ogni volta che me la pongo mi do due risposte opposte ma che per me hanno uguale valore. L'opera esiste di per se, anzi ho la fede che è l'opera a servirsi dell'artista per potersi manifestare. In questo caso l'artista è un medium ( idea piuttosto platonica ma che mi dà una sensazione di certezza). La seconda risposta è che senza gli osservatori- fruitori non prenderebbe le valenze che assume nel patrimonio culturale. Ciao, buona, splendida serata!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao Marina, mi piace la tua risposta, o le tue risposte, interessante l'idea che l'opera si serva dell'artista per prendere forma, un'ipotesi che conferma l'assoluta personalità di ogni "creazione" artistica che, in fondo ha una propria "vita".
      Hai evidenziato il bisogno di arte dell'osservatore e la necessità dell'arte di essere vissuta.
      Grazie per la tua partecipazione, buona serata.

      Elimina