giovedì 7 gennaio 2016

L'evasione dai canoni artistici. Pere Borrel del Caso.



Autore:   Pere Borrel del Caso

Titolo dell’opera: Sfuggendo alla critica – 1871

Tecnica: Olio su tavola

Ubicazione attuale:  Collezione Banco de España, Madrid.





Quest’opera rappresenta il vero incubo di qualsiasi artista, essere costretto a sottoporre i propri lavori al giudizio dei critici.

Fantomatici esperti d’arte che evidenziano spesso, una scarsa, se non nulla, competenza, oltre ad un arrogante mancanza di rispetto verso il lavoro altrui.

Il dipinto raffigura un ragazzo che appare nello stesso tempo, spaventato e furbescamente sbarazzino.

Il protagonista tenta, praticamente riuscendoci, una fuga dalla cornice, a rappresentare il desiderio del pittore di staccarsi dai canoni della tradizione artistica ma soprattutto dai presunti critici. 

Nell'espressione del giovane si nota anche una punta di curiosità ed eccitazione dando l'impressione che il protagonista si appresti ad affrontare una nuova esperienza di vita, forse nell'immaginario del pittore un'evasione dalla prigione dorata costituita dalle accademie d'arte del tempo.

L'immagine lascia all'osservatore libertà di interpretazione, lo sfondo quasi completamente nero, e comunque senza punti di riferimento, non offre alcuna indicazione, è il titolo che dirige l’attenzione sul significato del quadro.

Il pittore spagnolo costruisce una scena tridimensionale creando la profondità grazie alle mani e al piede del ragazzino che, oltre alla testa, “bucano” la tela, andando oltre il semplice dipinto.

A Borrel del Caso viene proposta per due volte la cattedra della scuola di Llotja, ma in entrambi i casi rifiuta, il suo obbiettivo è creare un’accademia indipendente che permetta agli artisti di sperimentare nuove tecniche e nuove idee.

Pare evidente che nella fuga raffigurata nel dipinto ci sia una sorta di personale ribellione e in fondo l’immagine del ragazzo va al di la della semplice metafora, il ragazzo è la raffigurazione di se stesso, quello che si potrebbe definire un autoritratto.

 

16 commenti:

  1. C'è un qualcosa di caravaggesco in queto ragazzo che si protende oltre la tela e anche un qualcosa di Murillo. Conosco pochissimo sto pittore, ma di sicuro me ne interesserò.

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    1. Ciao Vincenzo, stai parlando di due grandi maestri e non si può escludere la possibilità che abbiano influito sui lavori di Borrel, in effetti la "presenza" di Caravaggio e, soprattutto di Murillo, si può notare in questo dipinto. Tale presenza è legata alla direzione della luce che raggiunge il protagonista partendo da un punto esterno al quadro, "la ragazza alla finestra" di Murillo esprime ciò intendo.
      Grazie, il tuo punto di vista apre un'altra via alla comprensione del dipinto.
      Buona serata.

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  2. Caro Romualdo, tu sai che non sono intenditore di dipinti, ma confesso che questa opere è impressionante!!!
    Tomaso

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    1. Ciao Tomaso, sai come la penso non è questione di essere o meno intenditori, è fondamentale interagire con i dipinti e vedere cosa ci possono trasmettere.
      Dici che l'opera è impressionante, significa che non ti ha lasciato indifferente e questo mi fa molto piacere.
      Grazie, ti auguro una bellissima serata.

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  3. Carissimo Romualdo, anche questa volta ci hai presentato (e commentato magistralmente!) una 'chicca'! Alla prossima.

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    1. Ciao Silvana, mi fa piacere che ti sia piaciuta quest'opera, un artista forse poco conosciuto ma che merita di essere ricordato.
      Grazie (addirittura magistralmente), buona serata, a presto.

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  4. Questo dipinto è pieno di contrasti. Gli abiti indossati dal ragazzo sono "antichi", mentre il taglio di capelli è modernissimo. Il torace nudo ha le fattezze di quelle di un uomo piuttosto che quelle di un ragazzo, quasi un bambino, ché tale appare dall'espressione del viso e dalle guance glabre. Anche la gamba è quella di un uomo. Forse la scelta di rappresentare un bambino/uomo per sfuggire alla critica vuole significare la purezza di spirito, l'innocenza dell'artista, cui s'accompagna la forza della mente dell'uomo, capace di stupire e di abbagliare.

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    1. Ciao Ambra, può essere che la tua particolare e particolareggiata, lettura vada verso l'idea di fondo del pittore, il desiderio di andare controcorrente, cosa spesso più facile per i ragazzi e i bambini che non per gli adulti.
      Grazie, sei riuscita ancora ad aprire un varco alternativo nella visione dell'opera.
      Buona serata, a presto.

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  5. Romualdo caro.
    Leggendo questo post mi sono resa conto di quanto io ignori.
    Trovo questo quadro di mio gusto, fuori dagli schemi e contro qualsiasi critica.
    Abbraccio e grazie per i tuoi colti post!

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    1. Ciao Pia, non smetterò mai di dirlo; tutti ignoriamo qualcosa, altrimenti che senso, e quale divertimento, avrebbe cercare e scoprire nuove cose. Pensa che noia.
      Mi fa piacere che trovi interessante quest'opera, ha la particolarità (come dici tu) di scombinare gli ordini costituiti dell'arte, soprattutto di quel tempo.
      Ti ringrazio per i complimenti, spero di continuare a meritarli.
      Un abbraccio e buona domenica.

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    2. Grazie Romualdo!
      Scusa volevo solo aggiungere che al contrario amo la critica costruttiva, smack!

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    3. In effetti è di critica fine a se stessa che parla quest'opera, Borrel probabilmente si riferiva a quei (tanti) personaggi che pretendono di imporre i propri gusti, morali e stilistici.
      Ben venga tutto ciò che può aiutare a crescere e a migliorare, noi e gli altri.
      Hai fatto bene a sottolineare questo particolare che non è assolutamente secondario.
      Grazie, a presto.

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  6. È meraviglioso per tanti motivi. Oltre alle tue esatte spiegazioni, aggiungo che mi suggerisce l'idea che l'opera d'arte (( nel messaggio di questo dipinto) gode di vita propria una volta che è stata creata. C'è appunto la voglia di affermare con forza il diritto alla libertà del soggetto mentre la cornice, oltre alla critica rappresenta le categorizzazioni in una o un'altra corrente o tecnica artistica. Infine c'è un che di caravaggesco che mi sembra espresso di proposito. Grazie per questa perla!

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    1. Ciao Marina, la tua lettura aiuta a comprendere ulteriormente il dipinto, sono d'accordo con te sul punto fondamentale dell'opera, l'inizio di una vita indipendente dall'artista, liberato dalla cornice che cerca di trattenere il concetto stesso di "libertà artistica".
      Non sei la prima che ci vede un'influenza di Caravaggio, l'idea che lo faccia di proposito è interessante e ci porta ad approfondire quest'opera e il suo autore.
      Grazie a te per l'interessante spunto.
      Buona serata.

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  7. Spesso le "critiche" più lunghe son piene di giri di parole ma potrebbero essere riassunte in poche righe. E mi chiedo: a chi serve tutto ciò? Tante parole dovrebbero servire per tentare di spiegare a chi non sa o non capisce. Invece il più delle volte servono più ad annoiare che ad avvicinare! Se non superficialmente, intontiti dalla sviolinata di pomposi aggettivi.

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    1. Ciao Anna, infatti il pittore vuole staccarsi da quella critica fine a se stessa, da quei presunti esperti che badano più a promuovere se stessi che ad impegnarsi per divulgare e spiegare l'arte.
      Hai perfettamente ragione, spesso la noia è la vera protagonista di certe "tirate" senza senso.
      Penso che questo dipinto riesca magistralmente a rendere l'idea.
      Grazie e buona domenica.

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