lunedì 20 gennaio 2014

Edgar Degas - La rivisitazione “impressionista”del nudo.

Dopo il bagno donna che si asciuga la nuca 1898

     
Edgar Degas pittore e scultore "impressionista"
Parigi,19 luglio 1934-- Parigi 27 settembre 1917



Edgar Degas fa parte del movimento “Impressionista” alla pari di altri artisti come Clode Monet, Paul Cézanne, Pierre-Auguste Renoir, Alfred Sisley, Mary Cassatt, Berthe Morisot, Camille Pissarro, ma a differenza della maggior parte dei pittori
Giovani spartane 1898
impressionisti, che prediligevano rappresentazioni e paesaggi all'aperto.

Degas si dedicò principalmente ai ritratti e alle scene di vita quotidiana, famosi i suo pastelli che ritraevano delle ballerine non mentre si esibivano sul palco ma durante le prove, queste scene di via privata vengono rappresentate nei suoi dipinti di nudo che non ritraevano le donne in posa per mostrare la propria bellezza, ma dipingendole come se fossero state viste dal buco della serratura con inquadrature e angolazioni decisamente originali e innovative soprattutto per l'epoca.


La toilette


Donna che si asciuga il piede 1886


La tinozza 1886



sabato 18 gennaio 2014

Arriety Song, Cecile Corbel


Stavo guardando il lungometraggio animato di Hayao Miyazaki,  Arrietty - Il mondo segreto sotto il pavimento, e mi sono innamorato immediatamente della bellissima colonna sonora, Arriety Song (brano inciso anche in italiano che però non rende all'udito, la delicatezza dell'originale in francese ) mi sono subito dato da fare e nella ricerca ho scoperto una cantante di cui, per mia colpa, non avevo mai sentito nominare.

Cécile Corbel  cantante e arpista francese nata nel 1980 in Bretagna inizia a suonare l'arpa da giovanissima e a diciott'anni si esibisce nelle strade Parigi.

La voce che ci riporta alle favolose atmosfere fantasy, e la dolce musicalità che solo l'arpa riesce a trasmettere, confezionano un brano dall'intensa espressione poetica.
La stessa delicata poesia che permea dall'inizio alla fine il bellissimo film di  Miyazaki.

 
Nel 2005 incide il suo primo album   Harpe celtique et chants du monde, negli anni 2006,2008 e 2011 pubblica altri tre cd Songbook vol. 1,Songbook vol 2. e Songbook vol. 3 e nello stesso anno arriva anche Coffret.
 



venerdì 17 gennaio 2014

Midgard


Mi piacerebbe parlare di questo libro, originale e intrigante, l'autore, Wolfang Hohlbein in collaborazione con la moglie Heike Hohlbein, non ha avuto in Italia la fortuna e la fama ottenuti nel nord Europa , dove è paragonato niente meno che a Stephen King.

E' la storia di Lif un giovane orfano allevato fra mille difficoltà da una povera famiglia di pescatori si trova catapultato suo malgrado nel magico e terribile regno di Odino, visiterà il Walhalla, il grande palazzo degli eroi, si troverà ad affrontare i giganti del fuoco e degli inferi, affronterà con Thor e l'enigmatico Loky il gelo dell'ultimo inverno in attesa del Ragnarok la terribile battaglia finale fino ad un epilogo straordinario dove solo lui è deputato a decidere la sorte del mondo degli umani e degli dei. Un romanzo fantasy che scava in profondità nell'animo di tutti i protagonisti fino alla sorprendente rivelazione finale.



Meindert Hobbema


 
Amsterdam 1638 –Amsterdam 1706


Titolo dell'opera:      Sentiero sulla diga, 1963 – olio su tela 108x128,5 cm.
 
Collezione privata
 

  

mercoledì 15 gennaio 2014

Lady of Shalott, Lord Alfred Tennyson

Alfred Tennyson


Vorrei brevemente parlare di questo stupendo poema di Tennyson, la storia della dama del lago che per una maledizione non può volgere lo sguardo verso la mitica Camelot pena la perdita della propria vita. Sarà l'amore per un cavaliere che muterà il corso della sua esistenza.
Ci lascia senza parole la frase finale del giovane che malgrado il tragico epilogo ammanta il tutto di romanticismo.
La storia ha ispirato numerosi pittori tra cui   John William Waterhouse e William Holman Hunt
 

 
 
 
 
 
 
La signora di Shalott.
Lungo entrambe le rive del fiume si stendono
vasti campi di orzo e segale
che rivestono la brughiera fino a incontrare il cielo;
e attraverso i campi corre la strada
verso la turrita Camelot;
e la gente va e viene,
guardando dove i gigli sbocciano
attorno all’isola, lì sotto,
l’Isola di Shalott.


La Signora di Shalott - John William Waterhouse

Salici impalliditi, pioppi tremuli,
lievi brezze si oscurano e fremono
nella corrente che scorre perpetua
intorno all’isola nel fiume,
fluendo verso Camelot.
Quattro mura grigie, quattro torri grigie
sovrastano un prato di fiori,
e l’isola silenziosa dimora
la Signora di Shalott.
Solo i mietitori, falciando mattinieri,
nell’orzo barbuto
odono una canzone che echeggia lietamente
dal fiume che limpido si snoda,
verso la turrita Camelot.
E sotto la luna lo stanco mietitore,
ammucchiando covoni sull’arioso altipiano,
ascoltando sussurra «È la maga»
la Signora di Shalott.



Lì intesse giorno e notte
una magica tela dai colori vivaci.
Ed aveva sentito una voce secondo cui
una maledizione l’avrebbe colpita
se avesse guardato verso Camelot.
Non sapeva quale fosse la maledizione.
E così tesseva assiduamente,
ed altre preoccupazioni non aveva,

la Signora di Shalott.
E muovendosi attraverso uno specchio limpido
appeso di fronte a lei tutto l’anno,
ombre del mondo appaiono.
Lì vede la vicina strada maestra
snodarsi verso Camelot;
ed a volte attraverso lo specchio azzurro
i Cavalieri giungono cavalcando a due a due
lei non ha alcun Cavaliere leale e fedele,

la Signora di Shalott.

Ma con la tela ancor si diletta
ad intessere le magiche immagini dello specchio,
perché spesso attraverso le notti silenti
un funerale con pennacchi e luci
e musica andava a Camelot;
o quando la luna era alta,
venivano due innamorati sposati di recente.
«Mi sto stancando delle ombre» disse

la Signora di Shalott.
A un tiro d’arco dal cornicione della sua dimora,
lui cavalcò fra i mannelli d’orzo.
Il sole giunse abbagliante fra le foglie,
e splendente sui gambali di ottone
del coraggioso Sir Lancelot.
Un cavaliere con la croce rossa perpetuamente inginocchiato
ad una dama nel suo scudo,
che scintillò sul campo giallo,

presso la remota Shalott.

La sua fronte ampia e chiara scintillò al sole;
con zoccoli bruniti il suo cavallo passava;
da sotto il suo elmo fluirono, mentre cavalcava,
i suoi riccioli neri come il carbone,
Mentre cavalcava verso Camelot.
Dalla riva e dal fiume
egli brillò nello specchio di cristallo,
“Tirra lirra” presso il fiume

cantò Sir Lancelot.
Lasciò la tela, lasciò il telaio,
fece tre passi nella stanza,
vide le ninfee in fiore,
vide l’elmo ed il pennacchio,
e guardò verso Camelot.
La tela volò via fluttuando spiegata;
lo specchio si spezzò da cima a fondo
«La maledizione mi ha colta» urlò

la Signora di Shalott.

Nel tempestoso vento dell’est che sferzava,
i boschi giallo pallido si indebolivano
l’ampio fiume nei suoi argini si lamentava.
Dal cielo basso la pioggia scrosciava
sopra la turrita Camelot;
lei discese e trovò una barca
galleggiante presso un salice,
e intorno alla prua scrisse

la Signora di Shalott.
Ed oltre la pallida estensione del fiume
come un’audace veggente in estasi,
che contempli tutta la propria mala sorte -
con una espressione vitrea
guardò verso Camelot.
E sul finir del giorno
mollò gli ormeggi, e si distese:
l’ampio fiume la portò assai lontano,

la Signora di Shalott.

Si udì un inno triste, sacro
cantato forte, cantato sommessamente
finché il suo sangue si freddò, lentamente
ed i suoi occhi furono oscurati completamente,
volti alla turrita Camelot.
Prima che, portata dalla corrente,
raggiungesse la prima casa lungo l’argine
canticchiando il proprio canto morì

la Signora di Shalott.


La dama di Shalott  William Holman Hunt

Sotto la torre ed il balcone
vicino il muro del giardino e la loggia
lei galleggiò, figura splendente
di un pallor mortale, tra le case alte
silente dentro Camelot.
Vennero sulla banchina
il cavaliere, il cittadino, il Signore e la Dama
e intorno alla prua lessero il suo nome

La Signora di Shalott.




Chi è? Che c’è qui?
Nel vicino palazzo illuminato
si spensero i regali applausi
e, per la paura, si segnarono
tutti i cavalieri di Camelot.
Ma Lancillotto rifletté per un po’
E disse «Ha un bel viso;
Dio nella sua misericordia le conceda la pace

la Signora di Shalott».
Lord Alfred Tennyson










Eccoci



L’arte, tanto affascinante e creativa quanto sfuggente e imprevedibile, il piacere della ricerca di cose nuove, e opere conosciute, esplorando la musica, la letteratura, la pittura, il cinema e tutto quanto fa “arte”.

Ho deciso di intraprendere questa avventura non per insegnare, ma per conoscere l'arte nelle sue innumerevoli sfaccettature.