venerdì 26 dicembre 2014

Il giorno dopo la festa, Davide Van de Sfroos, Pulenta e galena fregia.

Ripropongo questo post dopo qualche mese perche il brano di Van de Sfroos ci racconta le sensazioni e le emozioni del 26 dicembre

Premetto che il giudizio poco tecnico e molto emozionale e l’interpretazione di questo brano, sono esclusivamente personali.
 
"Pulenta e galena fregia" è forse il brano più ”dolcemente malinconico” di Davide Van de Sfroos, il racconto del giorno dopo la festa ( Polenta e gallina fredda è il pasto di Santo Stefano dove si mangiavano i resti del pranzo di Natale.

Davide descrive il senso di solitudine ma nello stesso tempo di pace e tranquillità, il momento in cui ognuno fa i conti con se stesso, il proprio passato e i propri “fantasmi”.

Lo fa con una poetica meravigliosa che rende al meglio nella lingua originale (un dialetto del lago di Como), in italiano perde un po’ del senso intimo del racconto, nella traduzione si perdono a volte le combinazioni in rima presenti nella versione originale.

Bella e perfettamente cucita addosso al testo la musica, un folk dalle sfumature irlandesi vero marchio di fabbrica di Van de Sfroos.



A seguire il testo in italiano e il video con il brano originale.


Polenta e gallina fredda
e un fantasma sulla veranda
barbera come petrolio
e anche la luna mi sembra che sbandi...

sedia che fa rumore
e bocca aperta che non dice niente,
solo la radio graffia l'aria
e i pensieri fanno un gran casino...

Non è vero che nel silenzio
dorme solo la malinconia,
non è vero che un toscanello
non è capace di fare una poesia,

in questa stanza senza orologi
balla la fata e balla la strega
in questo posto senza la luce
che dice tutto è solo l'ombra....

Ascolta il vento che picchia alla porta
ha in testa una nuvola e in braccio una borsa
dice che ha dentro un bel regalo
mi sa che è il solito temporale....

Ascolta gli spiriti e ascolta i folletti
che si arrampicano sul muro e saltano fuori dai cassetti
hanno i vestiti di quand'ero piccolo
vanno e vengono con il bicchiere del vino...

E la candela non sta mai ferma
si muove come la memoria
e anche il ragno sulla balaustra
ricama il quadro della sua storia

la ragnatela dei miei pensieri
prende tutto quello che arriva qua
ma tante volte ha troppi buchi
ed è tutta da rammendare...

La finestra sbatte le ali,
ma lo sa che non può andar via
e le stelle hanno la faccia lucida
come gli occhi della nostalgia

in questa stanza senza nessuno,
guardo lontano e mi vedo in faccia
in questa stanza di un altro tempo, 
i miei fantasmi lasciano la traccia...





8 commenti:

  1. Ciao Débora, ogni volta che ascolto questo brano provo le stesse sensazioni, un insieme di pace, tranquillità e malinconia (che ritengo nella giusta dose positiva).
    Grazie e a presto.

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  2. La trovo magica questa canzone, dove la tenerezza si mescola alla malinconia, dove la musica si intreccia veramente con le ballate irlandesi.
    Peccato che mi sfuggano le parole originali,ma grazie per la tua traduzione Romualdo..
    Una serena serata e un forte abbraccio!

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    1. Ciao Nella, la traduzione in effetti non da la sensazione e l'emozione dell'originale, ma d'altro canto i brani in "dialetto" hanno questo unico neo, sono compresi pienamente solo da chi vive nella zona dove si parla l'idioma stesso, (quante sfumature mi sfuggono nelle canzoni napoletane, pugliesi o liguri, tanto per citarne qualcuna) ma con l'aiuto soprattutto della musica si riesce ad entrare nell'atmosfera malinconicamente fatata raccontata nel brano.
      Un abbraccio a te, ti auguro un buon inizio di settimana.

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  3. Quanto mi piace quest'uomo! ottima recensione.
    A presto!

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    1. Ciao Mariella, trovo Van de Sfroos un autore di grande spessore e un ottimo musicista, purtroppo molti considerano le canzoni "dialettali" canzoni di serie B senza soffermarsi a "capire" il testo e "sentire" la musica.
      Grazie, ti auguro una buona serata, a presto.

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  4. Io sono campana, quasi napoletana. Figurati se potrei mai considerare le canzoni dialettali di serie "B" ;)

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    1. Mariella, il sud Italia e in particolare nel napoletano c'è un intenso legame con le proprie tradizioni e il passato, e la musica popolare è parte integrante, da noi invece le canzoni in dialetto sono spesso considerate un modo per farsi una risata e basta, e le tradizioni vengono considerate (naturalmente non da tutti ma da molti si) un freno al progresso alla globalizzazione e dunque, se non da obliare almeno da accantonare.
      Buona giornata.

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