lunedì 11 agosto 2014

Il paese del vento, Grazia Cosima Deledda


Ripropongo dopo qualche mese questo post, a cui ho apportato qualche modifica.

Grazia Cosima Deledda è una scrittrice Italiana premio nobel per la letteratura nel 1926.

Nasce a Nuoro il 27 settembre 1871.

Muore a Roma il 15 agosto 1936.

Famosa sopratutto per il romanzo Canne al vento, che gli ha permesso di vincere appunto il Nobel, io volevo brevemente ricordarla per un'altro romanzo che mi ha conquistato per la passione ed il sentimento intimo che si coglie pagina dopo pagina.

 

Il Paese del vento.

 

Una giovane sposa in viaggio verso il paese dove inizierà la sua vita coniugale.

Lo stato d’animo dei due coniugi in attesa del treno che li condurrà alla dimora che li ospiterà per la loro luna di miele,è ricco di aspettative e di sogni da realizzare insieme, ma la sensazione di fiducia verso il futuro si interrompe bruscamente non appena il treno inizia a scorrere sulle rotaie.

Nina si guarda indietro e rivive la propria vita, la casa dell’infanzia, il rapporto con i genitori, e la servitù.

Il notaio che periodicamente fa visita alla famiglia per fare il resoconto dell’attività del padre, descrive le grandi qualità del figlio provetto studente e geniale futuro medico, fino a proporre un incontro fra i due giovani.

I giorni passano e nella casa di Nina tutto procede come al solito quando un uomo chiede di poter alloggiare nella casa della ragazza, la famiglia ha adibito una stanza all’ultimo piano come alloggio per visitatori di passaggio o turisti in cerca di relax.

L’incontro fatto più di sguardi e sospiri che di parole, con quello che presto si rivela essere Gabriele, il figlio del notaio, dura lo spazio di poche ore dopodiché il giovane se ne va senza preavviso e nell’animo di Nina si fa spazio un sentimento di malinconia che si ridurrà lentamente per poi svanire quando conosce l’uomo che presto diventa suo marito.

L’arrivo alla destinazione della luna di miele viene accompagnato da segnali tutt’altro che lieti, il clima freddo e ventoso del posto, la casa scelta per il soggiorno rende Nina ancora più triste e malinconica.

Un giorno mentre passeggia sulla spiaggia con il marito, Nina incontra un uomo evidentemente malato, dal viso scarno e con un colorito giallognolo, Nina si ferma guarda l’uomo poi costringe il marito ad una fuga verso casa. Quell’uomo Nina è convinta di conoscerlo.
Un breve romanzo di chiaro sapore autobiografico dove un’intensa Deledda ripercorre il tormento e la determinazione nella ricerca di se stessa.



Incipit:

Nonostante tutte le precauzioni e i provvedimenti del caso, il nostro viaggio di nozze fu disastroso.
Ci si sposò di maggio, e si partì subito dopo. Rose, rose, ci accompagnavano: le fanciulle le gettavano dalle loro finestre, con manciate di grano e sguardi d'invidia amorosa: la stazione ne era tutta inghirlandata; e rosseggianti anche le siepi della valle. Rose e grano: amore e fortuna: tutto ci sorrideva.
La mèta del nostro viaggio era sicura, adatta alla circostanza: una casetta fra la campagna e il mare, dove il mio sposo aveva già qualche volta villeggiato: una donna anziana, discreta, brava per le faccende domestiche, da lui già conosciuta, doveva incaricarsi di tutti i nostri bisogni materiali. E noi si sarebbe andati a spasso, lungo la riva del mare, o fra i prati stellati di ligustri, o più in là fra i meandri vellutati di musco della pineta canora.
Apposta io mi ero provveduta di una paglia di Firenze, flessibile e alata come una grande farfalla, col nastro cremisi svolazzante, simile a quelle che portavano le eroine di Alessandro Dumas figlio.
 

8 commenti:

  1. Riproporre i vecchi post è anche un bel "regalo" per i nuovi "amici di blog"!

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    1. Ciao Anna, grazie delle belle parole, è un romanzo che mi ha emozionato quando l'ho letto anni fa, ho deciso di rileggerlo e di raccontarlo agli amici che si sono avvicinati al mio blog negli ultimi tempi.
      Grazie ancora e buona serata.

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  2. Che grande pacere il leggerti Romualdo mio, sempre prodigo di ottimi consigli..
    Avevo letto questo romanzo , ma l'avevo completamente scordato..
    Ancora una volta grazie e un felice ferragosto..
    Bacio serale!

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    1. Troppo buona carissima Nella, un romanzo che è stato quasi dimenticato ma che da sensazioni particolari e racconta il passato - che non è mai del tutto alle spalle - con i pregiudizi di una volta che pur nascosti esistono tutt'ora.
      Buon ferragosto a te.
      A presto.

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  3. Grazie, Romualdo, per il tuo commento nel mio blog e per quanto ci metti a disposizione grazie al tuo desiderio di conoscere cose sempre nuove. Buona domenica. Luigi.

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    1. Benvenuto Luigi, il piacere di scoprire cose nuove è ampliato dalla possibilità di condividerle con altri, che possono dare una visione diversa ed arricchire ulteriormente la mia conoscenza delle stesse.
      Grazie a te e buona giornata.
      A presto.

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  4. Proprio così "un romanzo che è stato quasi dimenticato ma che da sensazioni particolari e racconta il passato", questa autrice è una delle mie preferite
    il tuo blog è ricchissimo di spunti e perciò da seguire
    simonetta

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    1. Benvenuta Simonetta, la Deledda con i suoi romanzi riesce a portare il lettore nel suo mondo, raccontando la sua terra con un emozionante malinconia.
      Grazie, a presto.

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