lunedì 7 aprile 2014

Federico Zandomeneghi. L'impressionista d'Italia


Federico Zandomeneghi nasce a Venezia il 2 giugno del 1841. Il padre Pietro ed il nonno Luigi sono entrambi scultori di una certa fama. Federico manifesta però una precoce predilezione per la pittura, e studia prima presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia e poi a quella di Milano.

Nel 1860 scrive ai genitori l’intenzione di unirsi alla causa rinascimentale e parte per raggiungere Garibaldi nella famosa spedizione dei Mille.

Nel 1862 si trasferisce a Firenze dove rimane quasi cinque anni, entrando in contatto con i Macchiaioli, con i più famosi Signorini, Fattori e Lega come con i meno noti Banti, Borrani e Cabianca. Il gruppo di artisti che si riunisce presso il Caffe Michelangiolo influenza profondamente il giovane veneziano, che dimostra tuttavia una forte personalità e uno stile individuale.


Giovane donna allo specchio
Nel 1866 combatté di nuovo con Garibaldi per la terza guerra d'indipendenza.

Tra il 1866 e il 1874 viaggiò tra Firenze, Venezia e Roma. Le opere di questo periodo risentono dell'intonazione realistica toscana, fondendo la tecnica della macchia con il senso cromatico veneto.

Sono gli anni in cui la critica comincia ad accorgersi di Zandomeneghi anche se gli si rimprovera un eccesivo gusto per le novità viene apprezzata una concreta aderenza alla pittura realistica che riproduce fedelmente la vita quotidiana.

Nel 1874 parte improvvisamente per Parigi, è l’anno della nascita dell’impressionismo dove gli “indipendenti” , rifiutati al Salon espongono nello studio di Nadar noto fotografo.

Doveva essere un soggiorno di poche settimane: in realtà Federico rimane nella capitale francese per il resto dei suoi giorni. Si unisce presto al gruppo impressionista e stringe una forte amicizia con Renoir e Degas. 

Nel 1878 iniziò l'attività di disegnatore di moda, dopo i primi tentativi, infruttuosi, di entrare in contatto con i mercanti parigini.


Parc Monceau
L'anno successivo espose per la prima volta assieme agli Impressionisti, e da quel momento le sue opere furono sempre presenti nelle esposizioni del movimento che, dopo un avvio turbolento e soggetto ad aspre critiche da parte dei fautori dell'arte accademica e tradizionale, cominciava a dominare la scena parigina. Zandomeneghi è l’unico italiano nominato fra i grandi dell’impressionismo citato tra gli altri con Monet e Pissarro.

Due anni più tardi, nel 1888, le sue opere entrarono a far parte della sezione italiana dell'Esposizione Universale di Parigi.
La Biennale di Venezia nel1914 gli allestisce un’esposizione che tuttavia non riscuote successo presso la critica dell'epoca.

La figura femminile è il suo soggetto preferito e le sue immagini di donne, sia in interni sia in esterni, risentono notevolmente dell’influsso della moderna raffigurazione dell’eleganza diffusa attraverso le riviste di moda.

La Parigi di Zandomeneghi non è la citta mondana ed elegante descritta da De Nittis o Boldini ma è la Parigi bohémien di Montmatre dove vive con Toulose-Lautrec e la sua modella.

L’amicizia con Pissarro e Guillaumin influisce molto sulla pittura dell’atista veneziano che alle vedute parigine aggiunge i paesaggi della campagna francese.

Il Palazzo Pretorio
La descrizione delle toilettes, degli elaborati cappelli, dei gesti tipici della moda, come l’indossare i guanti, o muovere il ventaglio, occupa un posto di rilievo nella sua produzione, e a questo filone appartengono molte delle opere più celebri, come Nel palco o Il tè.
La vicinanza a Degas, con il quale Zandomeneghi condivide l'amore per il disegno, per i valori lineari e per il pastello, si esprime nelle scene di nudo che colgono giovani donne nei gesti quotidiani del risveglio e della toilette.  

Il corpo senza vita del pittore veneziano venne trovato ai piedi del suo letto il 31 dicembre del 1917, anno di morte anche dell'amico Edgar Degas.

Lo studio venne smantellato, le sue opere mandate all'asta per pochi soldi.

A seguire alcune opere di Zandomeneghi.
A letto

 


Al caffè



Il risveglio
L'amico fedele
Le coiffure

Nude esterna (conosciuto anche come Donna nuda sul prato),
Ragazza con i fiori
Riflessione
Un buon libro
Lettura interrotta
Il giornale di moda
 
Busto di donna in camicia




 

8 commenti:

  1. Grazie caro Romualdo, di aver condiviso questo interessante post.
    Pensa io non conoscevo questo grande personaggio.
    Purtroppo viene sempre riconosciuti e grandi meriti di un personaggio sempre troppo tardi.
    Buon pomeriggio caro amico.
    Tomaso

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    1. Carissimo Tomaso, molti artisti non vengono riconosciuti quando sono in vita e purtroppo anche dopo col passare del tempo vengono quasi dimenticati e questo succede soprattutto in Italia.
      Grazie e Buona serata, Romualdo.

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  2. Ciao Romualdo,
    ancora una volta leggere i tuoi post mi porta a emozionarmi.
    Grazie per quest’articolo così interessante, un'artista spettacolare con opere fantastiche!
    A presto
    Buona serata
    Antonella.

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    1. Ciao Antonella grazie per i complimenti, io mi limito a pubblicare le opere e gli artisti che mi colpiscono, vuoi per la storia personale oppure per i loro capolavori.
      Buona serata a te Romualdo

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  3. Splendida descrizione di un'artista di grande valore visto la vita che ha vissuto.
    Il periodo è forse, il più fiorente per quel che riguarda i pittori famosi che purtroppo vengono ricordati di più.
    Bene hai fatto a scrivere di lui. Grazie.
    Grazie.

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    1. Ciao Pia effettivamente il periodo degli impressionisti viene ricordato più per artisti come Degas, Monet, Manet e altri pittori per lo più francesi, mi piaceva ricordare che anche l'Italia ha dato a quella corrente un grande artista.
      Grazie e buona giornata, Romualdo

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  4. Si tratta di un artista molto interessante, con un lavoro di caratteristiche "teatrali", che sembrano contare frammenti di storie. Ne ha una notevole influenza dell'impressionismo nei suoi dipinti. Ottimo articolo. Saluti Romualdo.

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    1. Ciao Patzy sono lieto che ti sia piaciuto ci sono artisti non famosissimi che riescono a dare grandi emozioni.
      Grazie e buona serata, Romualdo.

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